Amazon ha annunciato che le sue operazioni in India sono ora water positive, restituendo più acqua di quanta ne consumano i suoi data center, uffici e magazzini. Il traguardo arriva in un contesto di crescente pressione sull'impatto ambientale delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, che richiedono grandi volumi di risorse idriche. L'azienda cerca di bilanciare la sua espansione tecnologica con la conservazione in un paese con grave scarsità d'acqua.
Data center e la loro domanda di raffreddamento 💧
I data center richiedono sistemi di raffreddamento per evitare il surriscaldamento dei server, il che comporta un consumo significativo di acqua. Amazon ha implementato tecnologie di riciclo dell'acqua e raccolta dell'acqua piovana nelle sue strutture indiane. L'azienda riferisce che i suoi progetti di reintegrazione idrica, come il ripristino dei bacini idrografici e la costruzione di infrastrutture di captazione, hanno compensato l'uso diretto e indiretto. Questo progresso fa parte del suo obiettivo globale di diventare water positive entro il 2030.
La nuvola bagnata: restituire acqua con stile 🌧️
Ora risulta che Amazon non vende solo libri e server nel cloud, ma è diventato anche un idraulico aziendale. Restituire acqua in India suona fantastico, anche se ci si chiede se i data center di IA, assetati come un deserto, non stiano chiedendo un bicchiere d'acqua proprio mentre l'azienda chiude il rubinetto. Per fortuna, la pioggia e i bacini ripristinati sembrano sufficienti affinché Jeff Bezos non debba chiedere il permesso per usare il bagno.