Quattro studenti dell'IES Llanes hanno creato la campagna Il controllo non è amore per combattere l'antifemminismo e le relazioni tossiche tra i giovani. L'iniziativa mette in guardia su comportamenti di sorveglianza e gelosia che normalizzano il machismo negli istituti. Per la cittadinanza, questo movimento dimostra che l'educazione continua a trascinare vecchi schemi, ma anche che la lotta per l'uguaglianza inizia dalle aule.
La tecnologia come alleata nella rilevazione di comportamenti tossici 📱
Sebbene la campagna si concentri sulla sensibilizzazione in presenza, l'uso di strumenti digitali può rafforzarne la portata. Applicazioni di sondaggi anonimi in classe o chatbot informativi permettono di rilevare schemi di controllo senza esporre le persone coinvolte. Piattaforme come Google Forms o social network privati facilitano la diffusione di messaggi preventivi. La chiave sta nel progettare algoritmi semplici che identifichino segnali d'allarme, come domande sulla sorveglianza dei telefoni cellulari o restrizioni sulle amicizie.
Il fidanzato che controlla WhatsApp ha i giorni contati 🚩
Se controllare il cellulare del partner fosse uno sport olimpico, alcuni adolescenti vincerebbero la medaglia d'oro. Ma la campagna Il controllo non è amore arriva per ricordare che questo non è romanticismo, ma una red flag con Wifi incluso. Gli studenti dell'IES Llanes hanno deciso che l'amore tossico passi di moda, come le frange degli anni 2000. Meno male, perché dover spiegare perché non hai risposto a un messaggio in tre minuti è più estenuante di una lezione di matematica.