La scrittrice spagnola Alice Kellen ha consolidato un fenomeno letterario dall'anonimato. Il suo nuovo romanzo Il club dell'oblio arriva a luglio, in coincidenza con l'adattamento cinematografico di Tutto ciò che non siamo stati e la serie La mappa dei desideri. La cittadinanza guadagna opzioni di intrattenimento accessibile tra libri e schermi, mentre la sua carriera dimostra che gli autori indipendenti possono avere successo senza grandi case editrici.
Autoedizione digitale come motore di una franchise multipiattaforma 📚
Kellen ha pubblicato inizialmente su Amazon, usando uno pseudonimo per separare la sua vita personale da quella professionale. La piattaforma di autopubblicazione le ha permesso di controllare prezzi, diritti e tempi di lancio. Il suo successo ha generato accordi con case di produzione per adattamenti audiovisivi, un passo logico in un mercato dove la narrativa transmediale è redditizia. Il modello è replicabile: qualsiasi autore con costanza può scalare da Kindle Direct Publishing fino al grande schermo, purché entri in sintonia con il suo pubblico.
Il club dell'oblio e l'oblio degli editori tradizionali 🎬
Mentre le grandi case editrici piangono nei loro consigli di amministrazione, Kellen ride mentre va in banca. La sua strategia è semplice: scrive, pubblica su Amazon, ripete. Ora ha persino una serie e un film, tutto senza chiedere permesso a un comitato di lettura. Il colmo è che il suo nuovo libro si chiami Il club dell'oblio, perché sembra che gli unici ad aver dimenticato la sua esistenza siano stati gli editori che l'hanno rifiutata. Ironie del mercato.