Le elezioni africane del 2026 arrivano segnate da frodi, repressione e un crescente disincanto. Leader come quello del Burkina Faso chiedono già di dimenticare la democrazia, mentre i colpi di stato militari si normalizzano. Per i cittadini, la mancanza di cibo, acqua e istruzione rende attraente qualsiasi regime che prometta ordine, anche se a punta di fucile.
Tecnologia elettorale: tra urne rotte e censimenti fantasma 🗳️
I sistemi di voto elettronico promettevano trasparenza, ma in diversi paesi vengono usati per manipolare i risultati. Senza manutenzione né audit, le macchine si guastano o registrano voti di persone decedute. A ciò si aggiunge la sorveglianza digitale statale, che identifica e reprime l'opposizione. La tecnologia, lungi dal liberare, diventa uno strumento di controllo più efficiente della frode manuale.
Democrazia: il prodotto che nessuno vuole comprare 🛒
Alla fine, la democrazia è come quell'elettrodomestico costoso che promette meraviglie ma non funziona mai bene. I cittadini africani, stanchi di premere il pulsante del voto e ricevere blackout, hanno deciso che un militare con un machete almeno garantisce che il negozio all'angolo non venga saccheggiato. La libertà di espressione va bene, ma la fame non capisce i discorsi.