Creati da Robert Kanigher e Ross Andru nel 1962, i Metal Men furono una scommessa singolare della DC Comics. Un gruppo di robot con coscienza ed emozioni, guidati dal dottor Will Magnus. Ognuno rappresentava un metallo (Platinum, Gold, Iron, Lead, Mercury, Tin) con proprietà specifiche. Nonostante la loro premessa originale e la popolarità negli anni '60, il team cadde in un oblio editoriale dal quale esce raramente, salvo camei sporadici.
Il design tecnico dei robot responsivi 🤖
Il concetto tecnico era semplice: il dottor Magnus utilizzava un composto chiamato metallo responsivo, capace di reagire a stimoli elettrici per cambiare forma e densità. Ogni robot aveva una personalità legata al suo metallo base. Gold era il leader, Platinum la voce femminile, Iron il forte, Lead l'isolante, Mercury il liquido e Tin l'insicuro. Questa struttura permetteva trame su identità e scopo, qualcosa di avanzato per l'epoca. La fantascienza si mescolava al dramma degli androidi.
Il dramma di essere un robot con crisi esistenziale 😅
La cosa più divertente è che questi robot avevano più problemi emotivi di un adolescente su Instagram. Tin piangeva per tutto, Iron si credeva il più duro e Platinum aveva una cotta non corrisposta per Magnus. Insomma, se esistessero oggi, sarebbero star di un reality show. Ma la DC preferì tenerli in un cassetto, mentre Batman si prende tutte le serie. Almeno non si arrugginiscono del tutto, solo nell'oblio.