Migliaia di agenti proteggono un congresso di estrema destra mentre si criminalizza chi protesta contro il discorso d'odio. Un chiaro squilibrio tra la sicurezza di un'ideologia escludente e il diritto alla dissidenza. La soluzione non è più repressione, ma regolamentare il discorso d'odio e investire in mediazione ed educazione civica per prevenire disordini.
Algoritmi di controllo: la tecnologia come arma a doppio taglio 🤖
I sistemi di videosorveglianza e riconoscimento facciale dispiegati per proteggere l'evento potrebbero essere reindirizzati verso la rilevazione precoce dei discorsi d'odio sui social media. Piattaforme di mediazione digitale, combinate con IA addestrata sui pregiudizi, permetterebbero di identificare focolai di tensione senza criminalizzare automaticamente i manifestanti. L'investimento in questi strumenti, insieme a programmi educativi, ridurrebbe la necessità di dispiegamenti massicci.
Scorta VIP: scorte per idee che non convincono 😏
Vedere un politico di estrema destra circondato da un cordone di polizia di 2.000 agenti mentre un manifestante solitario finisce ammanettato per aver gridato ha il suo perché. Sembra che la libertà di espressione sia come il wifi: funziona bene per alcuni, ma se altri la usano, satura la rete. Meno male che paghiamo le tasse affinché certe idee viaggino in prima classe e le critiche, nel bagagliaio.