Il recente investimento in borse artistiche per persone con disabilità suona come un gesto lodevole, ma l'analisi a freddo rivela un'altra storia. 50.000 euro distribuiti tra cinque creatori coprono a malapena le loro spese di base, mentre il budget per le corride e gli eventi sportivi d'élite si conta in milioni. La disabilità rimane una priorità di facciata, non strutturale.
L'algoritmo della disuguaglianza: dati contro gesti 🎭
Se applichiamo un'analisi costi-benefici, l'efficienza di queste borse è bassa. Con 10.000 euro per artista, l'impatto culturale è limitato. Al contrario, una singola festa taurina può consumare 200.000 euro in sovvenzioni dirette, generando un ritorno sociale inclusivo pari a zero. La soluzione tecnica non è complicata: riallocare l'1% del budget di spettacoli non accessibili a queste borse permetterebbe di coprire tutti i richiedenti, eliminando lo spreco in intrattenimento che non genera uguaglianza reale.
Cinque artisti borsisti e un toro con catering di lusso 🐂
Qualcosa puzza nella politica culturale, e non è l'odore di fritto della piazza del toro. Mentre cinque creatori con disabilità si dividono un budget che non basta nemmeno per affittare uno studio, un toro da combattimento riceve più attenzione sanitaria e dietetica di molti di questi artisti in tutto l'anno. Ma non importa: sappiamo già che è più facile mettere una foto sorridente sui social che spiegare perché uno spettacolo sanguinoso ha più budget della cultura inclusiva.