
Un esperimento cerca prove che l'universo è una simulazione
Un gruppo di fisici ha progettato un metodo sperimentale per cercare evidenze del fatto che la nostra realtà potrebbe essere un programma informatico in esecuzione su un hardware sconosciuto. La premessa centrale è che, se esistiamo all'interno di una simulazione, le leggi fisiche fondamentali presenterebbero imperfezioni computazionali rilevabili. 🧠
La base teorica: cercando il codice sorgente della realtà
La proposta si basa sulla teoria delle matrici casuali, usata per modellare sistemi complessi. I ricercatori sostengono che se il tessuto dello spazio-tempo è una griglia computazionale discreta (pixelata), i livelli di energia delle particelle elementari non si distribuirebbero in modo genuinamente casuale. Al contrario, mostrerebbero pattern di correlazione specifici, simili a quelli generati da un algoritmo di numeri pseudo-casuali in qualsiasi simulazione al computer.
I pilastri dell'approccio:- Discrepanze computazionali: Analoghe agli errori di arrotondamento che sorgono nel processare numeri con precisione finita.
- Firma statistica: La distribuzione delle energie mostrerebbe un'impronta digitale statistica che tradirebbe il substrato digitale.
- Continuo vs. discreto: L'esperimento cerca di dimostrare se la realtà è fondamentalmente continua o composta da unità minime (pixel) di spazio-tempo.
Se rileviamo le firme statistiche predette dai nostri modelli, sarebbe un forte indizio che l'universo non è fondamentalmente continuo, ma pixelato, come in una simulazione.
Come eseguire la prova: scansionando il firmamento
Per tracciare questi pattern nascosti, l'esperimento proposto analizzerà la radiazione cosmica di fondo e i raggi cosmici ad altissima energia. Gli scienziati scruterebbero queste segnali del cosmo primitivo in cerca di anomalie nella distribuzione delle particelle che ci raggiungono. Trovare la firma predetta sarebbe una prova solida di un universo simulato.
Metodologia e conseguenze:- Analisi dei dati: Verrebbero esaminati grandi volumi di dati da osservatori di raggi cosmici e telescopi a microonde.
- Interpretazione dei risultati: Un risultato positivo suggerirebbe che viviamo in una costruzione computazionale.
- Limite della prova: Un risultato negativo non dimostrerebbe che non siamo una simulazione; indicherebbe solo che l'hardware che la esegue è così potente che le sue imperfezioni sono indetectabili con il nostro livello tecnologico attuale.
Implicazioni di una possibile scoperta
Questo approccio sposta una domanda filosofica speculativa nel campo della fisica sperimentale verificabile. Indipendentemente dal risultato, l'esperimento sfida la nostra comprensione della realtà fondamentale e i limiti di ciò che possiamo misurare. Il solo fatto di poter porre e progettare una prova per l'ipotesi della simulazione rappresenta un significativo avanzamento concettuale. 🔬