Un biatleta norvegese muore con una maschera da allenamento in quota

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Fotografía de una máscara de entrenamiento en altura o hipoxia sobre una superficie neutra, con un fondo desenfocado que sugiere un entorno deportivo.

Un biatleta norvegese muore con una maschera di allenamento in altitudine

Un tragico evento sconvolge lo sport invernale a livello globale. La Federazione Norvegese di Biathlon ha informato che il giovane atleta Sivert Guttorm Bakken è stato trovato senza vita nella sua stanza d'albergo in Italia, dove si trovava per un periodo di preparazione. Secondo le prime relazioni, lo sportivo indossava una maschera simulatrice di altitudine quando è stato trovato. 🏔️

La federazione conferma la notizia e collabora con l'indagine

L'organismo ha emesso un comunicato ufficiale per confermare il decesso del biatleta, di 24 anni. Nel testo, esprimono il loro profondo dolore e porgono le condoglianze alla famiglia, agli amici e ai compagni di Bakken. La federazione ha dichiarato di collaborare già con le autorità locali italiane per chiarire tutti i dettagli di questo caso, le cui cause esatte sono in fase di indagine in questo momento.

Dettagli noti dell'accaduto:
  • L'atleta è stato trovato in una stanza d'albergo in Italia durante un viaggio di allenamento.
  • Al momento del ritrovamento, utilizzava un dispositivo di allenamento in altitudine o maschera di ipossia.
  • Le autorità competenti hanno già avviato le indagini per determinare le circostanze del decesso.
Il mondo dello sport norvegese e internazionale è sotto shock per questa perdita prematura.

Come funzionano le maschere di ipossia e quali rischi comportano?

Questi dispositivi, noti come maschere di ipossia, mirano a imitare le condizioni di aria respirata in altitudine elevata. Il loro meccanismo si basa sulla limitazione dell'ossigeno disponibile in ogni inspirazione, il che costringe il corpo ad adattarsi producendo più globuli rossi per trasportare l'ossigeno in modo più efficiente. L'obiettivo finale è migliorare le prestazioni fisiche quando l'atleta compete successivamente al livello del mare.

Aspetti chiave su questo metodo di allenamento:
  • Simula la bassa concentrazione di ossigeno tipica delle grandi altitudini.
  • Mira a far sì che l'organismo produca più globuli rossi per ottimizzare il trasporto di ossigeno ai muscoli.
  • Il suo uso deve essere supervisionato in modo stretto e professionale a causa dei rischi che comporta manipolare l'ossigenazione corporea.

Riflessione sulla pressione nello sport d'élite

Questo deplorevole incidente porta sul tavolo il dibattito sui limiti nella ricerca della massima prestazione. L'ambiente dello sport di alta competizione spesso spinge gli atleti a esplorare qualsiasi vantaggio competitivo, per piccolo che sembri, il che può portare a sottovalutare i pericoli di pratiche considerate routinarie. La tragedia di Bakken serve come un cupo promemoria della necessità di dare sempre priorità alla sicurezza e alla salute rispetto a qualsiasi conquista sportiva. ⚠️