Se Machiavelli affrontasse la disinformazione sui social media

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Retrato estilizado de Nicolás Maquiavelo observando una pantalla con iconos de redes sociales y gráficos de desinformación, fusionando el Renacimiento con la era digital.

Se Machiavelli affrontasse la disinformazione sui social media

Da un'ottica machiavellica, il flusso di informazioni nel XXI secolo rappresenta un campo di battaglia primordiale. Un principe moderno non può permettersi di ignorarlo. La strategia non risiede nel sopprimere la marea di dati falsi, ma nell'imparare a dirigerla con astuzia per servire i suoi obiettivi e assicurare l'ordine. 🏛️

La strategia: non opporsi, ma dirigere la corrente

Cercare di combattere ogni bufala o fake news esaurisce risorse e raramente dà frutti. La diagnosi machiavellica è chiara: la soluzione efficace passa per il controllo della narrativa dominante. Questo implica che lo Stato deve smettere di reagire e iniziare a definire i termini in cui la società dibatte. La verità oggettiva si subordina alla sua utilità politica per mantenere il potere.

Principi operativi chiave:
  • Evitare l'usura di combattere ogni menzogna in modo diretto.
  • Distrarre e canalizzare l'attenzione pubblica verso narrative costruite.
  • Usare la saturazione informativa a favore del regime, non contro di esso.
Il principe deve imparare a non essere buono, e a usare o non usare questa abilità secondo la necessità.

Lo strumento: un Ufficio della Narrativa Statale

Il consiglio pratico sarebbe istituire un organismo segreto e specializzato. Questo Ufficio della Narrativa Statale non si limiterebbe a contrastare la disinformazione, ma la produrrebbe in modo proattivo e strategico. La sua missione sarebbe doppia: destabilizzare gli avversari e saturare lo spazio digitale con racconti che favoriscano il potere stabilito.

Funzioni principali di questo ufficio:
  • Generare propaganda, deepfake e disinformazione di alta efficacia.
  • Attaccare nemici esterni e interni mediante operazioni di informazione.
  • Assumere esperti in marketing virale e community manager con budget segreti.

La tattica moderna: il fine giustifica i meme

Il massimo si adatta al linguaggio digitale: il fine giustifica i meme. La stabilità dello Stato legittima qualsiasi mezzo. Questo significa impiegare gli stessi strumenti degli oppositori, ma con più risorse, coordinazione e freddezza tattica. Controllare ciò che la gente percepisce diventa lo strumento principale di governo. 😈

La guerra delle narrative si vince dall'interno dell'ecosistema digitale. L'ufficio potrebbe far sì che meme e tendenze apparentemente organiche servano, senza che il pubblico lo sappia, per consolidare il potere. L'ironia risiede nel fatto che gli strumenti della cultura popolare si trasformano in armi di una realpolitik digitale, dove la percezione supera la realtà come fattore di controllo.