I Hate Fairyland: una parodia violenta delle fiabe

Pubblicato il 18 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Portada del cómic I Hate Fairyland mostrando a la protagonista Gertrude, con apariencia de niña cartoon, blandiendo un hacha gigante y con expresión furiosa, en un entorno colorido y fantástico teñido de elementos de humor negro.

I hate fairyland: una parodia violenta dei racconti di fate

L'artista Skottie Young sviluppa la serie I Hate Fairyland, un'opera che decostruisce in modo radicale l'essenza delle storie infantili classiche. La premessa ruota intorno a Gertrude, una bambina che accede a un regno magico ma non riesce a tornare a casa. Trascorse tre decadi, rimane intrappolata con il corpo di una bambina, sebbene la sua mente sia diventata quella di una donna adulta, cinica e con una marcata tendenza all'aggressività. Il suo obiettivo è trovare una chiave incantata per ritornare, un fine che persegue brandendo un'ascia mostruosa e mostrando un atteggiamento chiaramente psicopatico. Questa serie ribalta completamente la narrativa di fantasia allegra e innocente. 🪓

Il contrasto visivo definisce il tono dell'opera

Lo stile di disegno impiegato da Young si caratterizza per un'estetica cartoon molto vibrante ed esagerata. I personaggi mostrano occhi enormi e il mondo è dipinto con colori intensi. Questa apparenza visiva, che normalmente si associa a contenuti per bambini, collide in modo continuo con le scene che mostrano una violenza grafica esplicita e abbondante sangue. Questo scontro tra ciò che è visivamente adorabile e gli atti brutali costituisce la base dell'humor nero che impregna la storia. L'energia caotica delle illustrazioni sottolinea il tono assurdo e trasgressivo del racconto.

Elementi centrali della parodia:
  • Protagonista intrappolata: Gertrude è un adulto frustrato nel corpo di una bambina, il che alimenta il suo cinismo e la sua violenza.
  • Estetica ingannevole: Un design colorato e infantile che contrasta con il contenuto maturo e grafico.
  • Motore narrativo: La ricerca ossessiva e fallita di una chiave magica per sfuggire al mondo delle fate.
La prossima volta che una fata madrina ti offrirà un desiderio, pensaci due volte e assicurati di leggere la parte piccola del contratto magico.

Una satira costruita dalla frustrazione

La trama avanza mediante i tentativi ricorrenti e falliti di Gertrude di trovare una via d'uscita e la sua interazione con gli abitanti del luogo, che tratta abitualmente con disprezzo e aggressività. Ogni arco della storia parodia un tropo o elemento classico dei racconti di fate, dai regni incantati alle creature fantastiche, spogliandoli sistematicamente del loro fascino originale. La frustrazione accumulata dalla protagonista nel corso degli anni funge da motore per un humor acido e visivamente impattante.

Meccanismi narrativi chiave:
  • Interazione ostile: Gertrude si relaziona con gli esseri del luogo mediante il disprezzo e l'aggressione fisica.
  • Decostruzione di tropi: Si prendono elementi classici della fantasia e si mostrano da una prospettiva cinica e violenta.
  • Humor acido: Il tono si regge sulla frustrazione accumulata e sulle situazioni estremamente violente.

Conclusione: un'opera che ridefinisce il genere

I Hate Fairyland si consolida come un'opera che cambia le regole della fantasia tradizionale. Attraverso il contrasto tra un'arte apparentemente infantile e una narrativa carica di violenza e cinismo, Skottie Young realizza una satira potente e memorabile. La serie non solo parodia i racconti di fate, ma li utilizza come scenario per esplorare la frustrazione e l'humor più oscuro, lasciando un'impronta distintiva nel mondo del fumetto indipendente. 🧚‍♂️⚔️