L'inshittificazione digitale: come le piattaforme ci divorano lentamente

Pubblicato il 12 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Representación abstracta de una figura humana atrapada en una red digital corrupta con interfaces distorsionadas y algoritmos devoradores en tonos oscuros y rojos intensos

L'enshittification digitale: come le piattaforme ci divorano lentamente

Una ombra tecnologica incombe sul nostro ecosistema digitale, un processo di corruzione sistemica che Cory Doctorow identifica con precisione agghiacciante: l'enshittification. Ciò che è iniziato come spazi promettenti di connessione e utilità si trasforma in incubi distopici dove la nostra attenzione diventa merce e ogni interazione alimenta macchine di sorveglianza che consumano la nostra essenza digitale gradualmente 🕸️

Il ciclo distruttivo delle piattaforme digitali

Il pattern segue una metodologia perversamente efficiente: prima catturano con funzionalità brillanti e promesse di comunità, poi, quando la dipendenza si stabilisce, iniziano la loro trasformazione tossica. Le interfacce diventano labirinti progettati per confondere, gli algoritmi priorizzano contenuti che danneggiano la nostra salute mentale, e ogni clic estrae frammenti preziosi della nostra identità digitale. Questo ecosistema calcolato per generare dipendenza opera mediante una degradazione così progressiva che molte volte non percepiamo come ci trasformiamo in prigionieri volontari delle loro reti 🌀

Fasi del processo di enshittification:
  • Seduzione iniziale mediante strumenti utili ed esperienze ottimizzate
  • Stabilimento della dipendenza mediante l'integrazione in aspetti vitali della nostra vita digitale
  • Implementazione graduale di interfacce confuse e algoritmi manipolatori
La degradazione più terrificante non avviene nelle piattaforme, ma nella nostra capacità di riconoscerla come anormale

Strategie di resistenza nel paesaggio digitale corrotto

Di fronte a questa realtà distopica, Doctorow propone meccanismi di difesa che agiscono come antidoti contro il veleno digitale: l'interoperabilità forzata come strumento di liberazione, regolamentazioni che funzionino come scudi protettivi, e il potere sovversivo di abbandonare piattaforme in decomposizione. Dobbiamo diventare entità sfuggenti che attraversano le loro barriere, ricostruendo la nostra sovranità digitale lontano dalle loro grinfie. La decentralizzazione emerge come l'ultimo rifugio dove possiamo preservare frammenti di autenticità umana 🌱

Armi contro l'enshittification:
  • Migrazione consapevole verso alternative etiche e decentralizzate
  • Esigenza di interoperabilità che rompa i monopoli digitali
  • Sviluppo di coscienza critica sui veri costi delle piattaforme gratuite

La normalizzazione della nostra stessa decomposizione

L'aspetto più perturbante di questo fenomeno non è la degradazione tecnica delle piattaforme, ma la nostra crescente accettazione passiva di questa realtà corrotta. Impariamo a navigare interfacce sempre più ostili come sonnambuli collettivi, interiorizzando che il prezzo per partecipare al mondo moderno include sacrificare la nostra privacy e sanità mentale. Diventiamo compartecipi attivi del nostro stesso svuotamento digitale, firmando contratti invisibili con entità che operano nelle ombre del nostro consenso 💀