Il regolatore britannico delle scommesse accusa Meta di ignorare la pubblicità illegale

Pubblicato il 20 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Tim Miller, director ejecutivo de la Comisión de Juegos de Azar del Reino Unido, hablando en una conferencia sobre regulación digital, con gráficos de anuncios online de fondo.

Il regolatore britannico delle scommesse accusa Meta di ignorare la pubblicità illegale

L'autorità che supervisiona il gioco nel Regno Unito ha indicato pubblicamente Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, per non aver impedito la visualizzazione di promozioni di portali di scommesse che non rispettano la legge. 🚨

Una finestra sul crimine organizzato

Tim Miller, che dirige la commissione regolatoria, ha spiegato a Bloomberg che questi annunci funzionano come un accesso diretto ad attività delittuose. Sostiene che se il suo organismo è stato in grado di identificare che le piattaforme promosse operano al di fuori della normativa, Meta disponeva anche dei mezzi tecnici per farlo e prendere misure. L'accusa principale è che la società tecnologica opta per non vedere il problema.

Gli argomenti centrali del regolatore:
  • Meta ha la capacità tecnica per filtrare e bloccare questo tipo di pubblicità dannosa.
  • La sua inazione è percepita come una forma di complicità che danneggia gli utenti.
  • Esiste una chiara discrepanza tra la sua abilità di monetizzare e il suo dovere di verificare la legalità.
"Se noi possiamo rilevare queste piattaforme illegali, Meta può farlo. È una questione di volontà, non di capacità." - Tim Miller, Commissione per il Gioco del Regno Unito.

La pressione sulle grandi aziende tecnologiche

Questo caso riflette l'esigenza globale affinché le piattaforme digitali supervisionino in modo più attivo il contenuto che genera entrate. Le autorità insistono affinché le aziende applichino le loro politiche con lo stesso rigore in tutte le aree, inclusa la pubblicità a pagamento in settori altamente regolamentati, come il gioco online. 💻

Implicazioni della supervisione selettiva:
  • Aumenta la tensione tra la libertà di pubblicare, la responsabilità aziendale e il rispetto delle norme.
  • Potrebbe spingere altri regolatori a condurre audit più rigorosi su come vengono gestiti gli annunci sui social media.
  • Sottolinea la necessità di algoritmi che diano priorità alla legalità tanto quanto ai benefici economici.

Il dilemma algoritmico

L'incidente evidenzia una contraddizione evidente: i sistemi per identificare i ricavi pubblicitari sembrano molto più sviluppati e precisi di quelli dedicati a verificare se quel contenuto è lecito. Questo solleva seri dubbi sulle priorità reali nell'ecosistema digitale e sull'efficacia dell'autorregolamentazione. ⚖️