La fase di Grant Morrison ridefinisce Doom Patrol

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Portada del cómic Doom Patrol de la etapa de Grant Morrison, mostrando a Robotman, Crazy Jane y Negative Man en un estilo visual anguloso y surrealista, enfrentándose a elementos abstractos de colores vibrantes.

La tappa di Grant Morrison ridefinisce la Doom Patrol

Quando Grant Morrison prese le redini di Doom Patrol alla fine degli anni 80, il fumetto dei supereroi subì una scossa senza precedenti. Lo scrittore scozzese trasformò la serie in un laboratorio per esplorare idee metafisiche e narrative non lineari, sfidando ogni convenzione del genere. Questa tappa non solo rivitalizzò il gruppo di inadattati, ma ampliò i limiti di ciò che si poteva raccontare in un fumetto DC. 🌀

Una narrazione che abbraccia il caos e l'astratto

Morrison lasciò da parte i conflitti tipici contro criminali o invasori alieni. Al loro posto, la Doom Patrol si confrontò con antagonisti che personificavano concetti filosofici e artistici. La trama privilegiò l'esperienza sensoriale ed emotiva del lettore, obbligandolo a partecipare attivamente per decifrare i molteplici strati di realtà presentati. La logica tradizionale fu sostituita da un assurdo celebratorio che divenne la nuova norma.

Principali minacce concettuali di questa tappa:
  • La Confraternita Dada: Un'entità surrealista capace di assorbire realtà intere all'interno di un quadro, sfidando la percezione dello spazio.
  • Gli Uomini Forbice: Esseri la cui unica ragione di esistere è tagliare cose, rappresentando una minaccia puramente astratta e filosofica.
  • Candlemaker: Una manifestazione della paura e del trauma che abita nella mente di uno dei personaggi, lottando contro concetti psicologici interni.
“Il caos metafisico non si documenta facilmente in moduli standard.” – Una riflessione ironica sul tentativo di spiegare le avventure della Pattuglia in un rapporto per la Justice League.

Lo stile visivo unico di Richard Case

Per dare vita a questi copioni complessi, il disegnatore Richard Case sviluppò un tono grafico distintivo che rompeva con lo standard supereroico dell'epoca. Il suo tratto angolare ed espressivo non tentava di abbellire il grottesco, ma di presentarlo con una chiarezza che rendeva credibile il bizzarro. Case raggiunse l'obiettivo difficile di dare forma visiva a idee che sembravano non disegnabili, come realtà che si piegano o emozioni convertite in entità fisiche.

Caratteristiche chiave dell'arte di Case in Doom Patrol:
  • Design dei personaggi espressivo: Robotman, Crazy Jane e Negative Man furono ridisegnati con un approccio più organico e psicologico, riflettendo il loro trauma.
  • Composizione della pagina non convenzionale: I layout delle pagine spesso rompevano la griglia tradizionale per riflettere il caos narrativo.
  • Visualizzazione dell'astratto: Riuscì a illustrare concetti metafisici e realtà alternative in modo tangibile e comprensibile per il lettore.

Un'eredità che ha trasformato il mezzo

La collaborazione tra Morrison e Case dimostrò che il fumetto supereroico poteva essere un veicolo per esplorare territori narrativi profondamente sperimentali. Questa tappa non solo ridefinì la Doom Patrol, ma influenzò generazioni di creatori mostrando che si potevano mescolare surrealismo, psicologia e metafisica all'interno del mainstream. Il suo approccio celebrò la stranezza e dimostrò che le storie più potenti sono talvolta quelle che rifiutano di spiegarsi in modo semplice. 🤯