La leggenda dei guanci giganti tra mito e antropologia

Pubblicato il 16 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra la silueta colosal de un guerrero guanche, de complexión robusta y estatura imponente, superpuesta sobre un paisaje volcánico de las Islas Canarias con formaciones rocosas basálticas y un tagoror o círculo de piedra en primer plano, bajo un cielo crepuscular.

La leggenda dei guanches giganti tra mito e antropologia

Nell'arcipelago canario, il confine tra la storia documentata e la narrativa popolare si sfuma dando luogo a un racconto affascinante. La figura del guanche, l'antico abitante delle isole, è stata elevata nella tradizione orale alla categoria di gigante titanico, un essere di forza disumana capace di scolpire il paesaggio. Questa trasformazione va oltre la mera esagerazione, costituendo un fenomeno culturale dove il substrato reale si intreccia con la necessità di spiegare lo monumentale. 🏔️

I titani architetti del territorio vulcanico

Le cronache leggendarie attribuiscono a questi colossi l'autorevolezza del paisaggio ciclopico canario. Secondo queste versioni, il loro potere fisico permetteva di manipolare enormi blocchi di basalto con le mani, erigendo gli enigmatici tagorores (cerchi di pietra) e mura che sembrano sfidare le leggi della fisica. Giacimenti archeologici significativi, come la Cueva de los Guanches a Tenerife o le imponenti formazioni de Los Roques a Gran Canaria, smettono di essere visti come semplici insediamenti o incidenti geologici. Nell'immaginario collettivo, diventano l'opera intenzionale e testamentaria di una razza di esseri superiori che dominava gli elementi primordiali della terra e del fuoco.

Evidenze leggendarie del loro potere:
  • Tagorores e strutture petree: I cerchi di pietra vengono interpretati non come luoghi di riunione, ma come costruzioni deliberate di giganti.
  • Formazioni rocciose singolari: Grandi rocce isolate o impilate in modo peculiare sono considerate "giocattoli" o strumenti abbandonati da questi esseri.
  • Mura ciclopiche: Alcuni resti di muratura di grande dimensione si spiegano come fortificazioni o delimitazioni fatte da mani sovrumane.
È un capriccio della geologia o il giocattolo dimenticato di un guanche che aveva bisogno di qualcosa di pesante per allenarsi?

Dall'impressione coloniale al mito perdurante

L'origine di questa magnificazione risiede probabilmente in un scontro di prospettive. I primi cronisti europei che arrivarono alle isole, spesso di complessione più minuta, rimasero profondamente impressionati dalla statura e dal fisico dei guerrieri aborigeni. Racconti storici li descrivono come individui alti, robusti, talvolta biondi e con occhi chiari, il che aumentava la loro aura di singolarità. Questo stupore iniziale, trasmesso oralmente e sottoposto alla iperbole generazionale, si cristallizzò nel tempo nella figura archetipica del gigante. I vestigi tangibili che questa cultura lasciò indietro giocarono un ruolo cruciale nell'alimentare la leggenda.

Elementi che alimentarono la narrativa gigante:
  • Resti ossei e mummie: Il ritrovamento di scheletri di individui di grande statura per l'epoca fu preso come "prova" fisica della loro natura colossale.
  • Strumenti di grande formato: Utensili di pietra di dimensioni considerevoli furono interpretati come strumenti per mani di titani.
  • Mentalità pre-scientifica: Una visione del mondo che cercava spiegazioni straordinarie ed epiche per fenomeni che non comprendeva completamente.

Conclusione: un lascito a due voci

La leggenda dei guanches giganti è, in essenza, un dialogo tra due realtà. Da un lato, la realtà antropologica che ci parla di un popolo di pastori e agricoltori, di complessione robusta e notevole adattamento a un ambiente ostile. Dall'altro, la realtà mitopoietica di una comunità che, attraverso l'esagerazione, trasformò il rispetto, la paura e l'incomprensione verso una cultura sconfitta in un racconto epico e perdurante. Così, ogni formazione rocciosa peculiare nelle Canarie porta con sé questa dualità: è un dato geologico e, simultaneamente, un simbolo di una storia che preferisce parlare con la voce dei giganti. 🤔