La fondazione spagnola degli avvocati cristiani propone di includere la cristianofobia nel dizionario della RAE

Pubblicato il 21 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Logotipo de la Fundación Española de Abogados Cristianos junto a una imagen del Diccionario de la lengua española de la RAE, con el término 'cristianofobia' destacado en una página.

La fondazione spagnola di avvocati cristiani propone di includere la cristianofobia nel dizionario della RAE

Un'organizzazione legale presenta una richiesta ufficiale alla Real Academia Española affinché il vocabolo cristianofobia entri a far parte del lessico accademico. Sostengono che questo concetto nomina una situazione reale che le istituzioni devono riconoscere. Per supportare la loro petizione, hanno organizzato una raccolta di appoggi cittadini attraverso internet, invitando ad unirsi prima che l'organismo decida. 📜

L'obiettivo di definire il concetto in modo formale

L'iniziativa mira a far sì che l'istituzione linguistica descriva la cristianofobia come l'avversione, il rifiuto o il trattamento diseguale diretto a coloro che professano la fede cristiana o a questa credenza in sé. I promotori pensano che, allo stesso modo in cui si usano parole come islamofobia o antisemitismo, sia necessario un termine concreto che identifichi questo fatto. La sua incorporazione nel dizionario, affermano, permetterebbe di mostrare e affrontare questi comportamenti. 🎯

Argomenti centrali della proposta:
  • Cerca di nominare e visibilizzare un fenomeno sociale specifico di ostilità verso i cristiani.
  • Stabilisce un parallelo con altri termini già accettati che descrivono la discriminazione religiosa.
  • Considera che l'inclusione lessicografica sia un passo per combattere questi atti.
La raccolta di firme cerca di dimostrare un ampio appoggio sociale, sebbene la decisione finale dipenda unicamente dai criteri accademici e linguistici dell'istituzione.

Come la RAE studia l'ammissione di vocaboli nuovi

La Real Academia Española applica un metodo rigoroso per analizzare e, al momento opportuno, accettare neologismi. Questa procedura comporta l'esame se la parola sia usata in modo generalizzato nella società e nei media, e se sia necessaria per spiegare una realtà. La campagna di firme cerca di provare che esiste un notevole sostegno collettivo, sebbene l'ultima parola spetti agli esperti dell'Accademia. ⚖️

Fasi chiave nel processo della RAE:
  • Analizzare la frequenza d'uso del termine nel linguaggio comune e giornalistico.
  • Valutare la necessità linguistica che esista quella parola per descrivere un concetto.
  • Prendere una decisione basata su criteri puramente filologici e d'uso.

Il dibattito generato dall'iniziativa

Questa campagna ha provocato una discussione su se sia necessario un neologismo o se i concetti già esistenti siano sufficienti per coprire questa idea, una questione che la RAE dovrà risolvere con la sua caratteristica prudenza e senza fretta. Il dilemma pone sul tavolo come evolve il linguaggio per riflettere i cambiamenti sociali. 💬