La Commissione Europea propone regole per dare priorità alla tecnologia verde europea negli appalti pubblici

Pubblicato il 24 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Infografía que muestra símbolos de la Unión Europea junto a iconos de paneles solares, turbinas eólicas, baterías y un vehículo eléctrico, sobre un fondo verde que representa sostenibilidad.

La Commissione Europea propone regole per priorizzare la tecnologia verde europea negli appalti pubblici

La Commissione Europea ha presentato un insieme di misure che intende modificare il modo in cui le istituzioni pubbliche dell'Unione Europea acquistano tecnologia sostenibile. La proposta richiede che questi prodotti verdi soddisfino criteri specifici sulla percentuale del loro valore fabbricato in territorio europeo per poter partecipare alle gare d'appalto ufficiali. Questa iniziativa mira a rafforzare la base industriale del continente in aree strategiche e, allo stesso tempo, ridurre la dipendenza dai fornitori extra-UE, un aspetto cruciale nel attuale scenario geopolitico. La proposta fa parte degli sforzi più ampi del Patto Verde Europeo. 🌍

Prodotti che sarebbero interessati dalle nuove norme

La normativa si concentrerebbe, in una prima fase, su categorie essenziali per progredire verso un'economia decarbonizzata. Per questi prodotti, si stabiliscono soglie minime di contenuto europeo, sia misurato in valore aggiunto che per i componenti prodotti localmente. Le entità che partecipano a contratti che superano un determinato valore sarebbero obbligate ad applicare questi criteri di preferenza, il che avvantaggerebbe competitivamente le imprese che producono entro i confini comunitari.

Principali categorie incluse:
  • Batterie per lo stoccaggio di energia rinnovabile e mobilità elettrica.
  • Pannelli solari e i loro componenti chiave per generare energia fotovoltaica.
  • Elementi per turbine eoliche, fondamentali per l'energia eolica.
  • Veicoli elettrici destinati a flotte di trasporto pubblico e servizi.
“Comprare locale non è più solo per i mercati agricoli, ma anche per parchi eolici e flotte di autobus elettrici urbani.”

L'equilibrio tra autonomia strategica e protezionismo

La misura apre un dibattito tra l'impulso all'autonomia strategica europea e il possibile rischio di cadere in pratiche protezionistiche. Chi sostiene la norma argomenta che è vitale garantire catene di approvvigionamento robuste e generare occupazione di alta qualità all'interno dell'Europa. D'altra parte, i critici avvertono che potrebbe aumentare il costo della transizione ecologica limitando la concorrenza e frenando l'adozione di tecnologie più economiche disponibili a livello globale.

Argomenti chiave del dibattito:
  • A favore: Resilienza nelle catene di approvvigionamento, creazione di occupazione qualificata nell'UE e sicurezza in settori critici.
  • Contro: Possibile aumento dei costi della transizione verde, limitazione della concorrenza internazionale e rischio di ritardare l'adozione della tecnologia.
  • Posizione della Commissione: Difende che le regole sono compatibili con gli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, poiché si applicano solo agli acquisti governativi e non al mercato generale.

Prossimi passi nel processo legislativo

Il pacchetto di misure presentato dalla Commissione Europea deve ora essere discusso e approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea. Questo processo determinerà la forma finale della regolamentazione e le soglie esatte di contenuto locale richiesto. L'iniziativa segna un passo significativo nella strategia dell'UE per controllare il proprio destino industriale nella corsa globale alle tecnologie pulite, priorizzando la produzione interna senza chiudere completamente le porte al mercato mondiale. 🔧