
John Keel propone un'ipotesi ultraterrestre in The Eighth Tower
Nella sua opera The Eighth Tower, John A. Keel, riconosciuto per aver investigato Le profezie del Mothman, dispiega la sua teoria più audace. Postula che gli eventi che popolarmente si associano a visitatori dallo spazio, come gli avvistamenti di ovni o le apparizioni degli uomini in nero, non hanno un'origine interstellare. Al loro posto, argomenta che sono espressioni di un'intelligenza non umana che ha condiviso il nostro pianeta da sempre. A questa realtà alternativa la denomina ultraterrestre, un'entità che interagisce e, secondo Keel, manipola l'umanità fin dai suoi albori, modificando la sua forma per allinearsi con le credenze dominanti di ogni era. 👽
L'essenza mutabile del fenomeno paranormale
Keel identifica un pattern costante nei registri storici di incontri con l'inesplicabile. Rileva che le entità riportate mutano la loro apparenza: possono mostrarsi come fate, folletti, spettri o, in tempi contemporanei, come piloti di navicelle spaziali. Per lui, questo non indica viaggiatori da altre stelle, ma dimostra come questa coscienza ultraterrestre si riformi per adattarsi al quadro culturale dei suoi osservatori. Il suo obiettivo primordiale sarebbe nutrirsi dell'energia psichica che liberano emozioni umane come la paura, la perplessità o la fascinazione.
Manifestazioni chiave dell'ipotesi:- Cambio di forma: L'intelligenza adatta la sua manifestazione, da esseri folkloristici a visitatori spaziali moderni.
- Alimentazione energetica: Il suo obiettivo centrale è consumare la forza psichica generata dalle nostre reazioni emotive.
- Manipolazione culturale: Si modella secondo i miti e le credenze predominanti in ogni periodo storico.
"Forse non stai contattando una civiltà avanzata, ma il vicino molesto della dimensione accanto, che cerca solo di attirare l'attenzione."
Un quadro unificato per comprendere l'inesplicabile
Questa proposta tenta di integrare sotto una sola fonte un'ampia gamma di esperienze che sembrano scollegate. Keel collega avvistamenti di ovni, apparizioni di creature come il Mothman, resoconti di rapimenti e le azioni degli enigmatici uomini in nero. Suggerisce che tutti siano diverse facce di un unico meccanismo di controllo e influenza che emana da questa realtà che coesiste con la nostra. Il libro spinge a rivalutare cosa intendiamo per paranormale, spostando l'attenzione dal cosmo esterno verso dimensioni che potrebbero essere molto più vicine.
Fenomeni connessi dalla teoria:- Avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI).
- Apparizioni di creature criptiche come il Mothman di Point Pleasant.
- Esperienze di rapimento o sequestro da parte di entità non umane.
- Attività intimidatorie attribuite ai cosiddetti "uomini in nero".
Ripensando il nostro posto in un mondo più complesso
L'ipotesi di Keel in The Eighth Tower sfida la narrativa extraterrestre convenzionale. Invita a considerare che ciò che percepiamo come visite dallo spazio esterno potrebbe essere, in realtà, l'interazione con una realtà parallela ultraterrestre che è sempre stata qui. Questo approccio unificatore non solo cerca di spiegare fenomeni disparati, ma anche di mettere in discussione come le nostre stesse credenze e paure diano forma alle manifestazioni che sperimentiamo. La prossima volta che osserverai una luce anomala nel cielo, la teoria suggerisce che potresti trovarti di fronte a un'espressione di questa antica e adattabile intelligenza, non a un turista interstellare. 🛸