
Jiangsu apre la sua prima clinica con interfaccia cervello-computer a Nanjing
Un centro medico specializzato in tecnologia di interfaccia neurale inizia a operare nell'Ospedale Zhongda. Questo spazio innovativo si dedica ad applicare metodi semi-invasivi per assistere persone che vivono con paraplegia di alto livello, con il principale obiettivo di far recuperare parte della loro indipendenza. 🧠
La tecnica semi-invasiva cattura segnali cerebrali
A differenza dei sistemi che richiedono di impiantare elettrodi profondamente nel cervello, questo approccio posiziona una maglia sottile di sensori sulla superficie corticale, sotto il cranio. Questa posizione strategica permette di registrare l'attività neuronale con grande dettaglio, ma minimizza i rischi associati al danneggiamento del tessuto neurale. I dati catturati da questi elettrodi vengono inviati a un sistema che li elabora istantaneamente utilizzando algoritmi di IA, i quali convertono i pattern di pensiero in comandi digitali eseguibili.
Vantaggi chiave del metodo:- Catturare segnali con alta risoluzione senza penetrare il parenchima cerebrale.
- Ridurre il rischio di infezioni o danni neurologici a lungo termine.
- Permettere ai pazienti di controllare bracci robotici o sedie a rotelle con la mente.
La sfida maggiore non è tecnica, ma riuscire a fare in modo che il paziente non pensi a un braccio robotico quando in realtà ha voglia di grattarsi l'orecchio.
Un lungo percorso di addestramento e calibrazione
Dopo l'intervento chirurgico, gli utenti iniziano un periodo esteso di apprendimento e adattamento. Questo processo è bidirezionale: la macchina deve imparare a decodificare i segnali unici di ogni cervello, e la persona deve addestrarsi per generare pattern di pensiero chiari e ripetibili. Gli esercizi iniziali si concentrano solitamente su compiti semplici come muovere un cursore sullo schermo.
Fasi del processo di riabilitazione:- Calibrazione iniziale: Il sistema impara a riconoscere i segnali cerebrali specifici dell'utente.
- Addestramento base: Il paziente pratica il controllo di elementi virtuali per rafforzare la connessione mentale.
- Controllo di dispositivi: Si progredisce verso la manipolazione di esoscheletri o l'esecuzione di compiti quotidiani in modo autonomo.
Impatto sull'autonomia e sulla qualità della vita
Il progresso è graduale e varia in ogni caso, ma l'obiettivo finale è chiaro: empowerare l'utente affinché interagisca con il mondo in modo più indipendente. Riuscire a manipolare un dispositivo esterno con il pensiero non è solo un avanzamento tecnico, ma un cambiamento profondo che trasforma la vita quotidiana e la percezione delle possibilità della persona. Questo progetto pionieristico a Nanjing segna un passo significativo nella convergenza tra neurologia e tecnologia assistiva. 💡