Il primo anno di Trump: uno stile disruptivo che ridefinisce la politica

Pubblicato il 20 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra a Donald Trump frente a la Casa Blanca, con símbolos de poder judicial y medios de comunicación en un entorno volátil y cambiante, representando la cultura de impunidad.

Il primo anno di Trump: uno stile disruptivo che ridefinisce la politica

Completato il primo anno in carica, il mandato di Donald Trump si caratterizza per un approccio disruptivo che molti esperti considerano trasformativo. Il suo modo di governare, che privilegia i decreti esecutivi e una retorica diretta, sfida costantemente i protocolli politici tradizionali. Questo metodo genera un ambiente in cui le regole sembrano applicarsi in modo disuguale, un fenomeno che i suoi detrattori criticano e i suoi seguaci difendono come necessario per affrontare ciò che chiamano un profondo stato. 🌪️

Un modello di gestione che ignora il consenso

L'amministrazione Trump opera mediante un uso intensivo di decreti esecutivi e nominando persone affini in posti chiave del potere giudiziario e delle agenzie federali. Questa strategia mira ad allineare le istituzioni con la sua visione, evitando frequentemente di negoziare con il Congresso. È stato riportato un incremento nell'uso del potere di grazia per alleati, il che alimenta il dibattito sui limiti dell'autorità presidenziale. La comunicazione ufficiale tende a screditare indagini scomode, tacciandole di persecuzioni politiche infondate.

Caratteristiche chiave della sua gestione:
  • Governare per decreto, minimizzando il dialogo legislativo.
  • Nominare giudici e funzionari che sostengano la sua agenda politica.
  • Utilizzare grazia presidenziali in modo che alcuni percepiscono come favorevole alla lealtà.
La retorica dalla Casa Bianca non solo comunica politiche, ma ridefinisce attivamente ciò che si considera una conseguenza politica accettabile.

Impatto e reazioni nel panorama internazionale

Questo schema si riflette anche nella politica estera, dove decisioni prese senza consultare alleati tradizionali causano sorpresa e preoccupazione. Diversi governi esprimono inquietudine per la volatilità e l'apparente mancanza di prevedibilità di Washington. Gli analisti discutono se si tratti di una tattica calcolata per guadagnare vantaggio nelle negoziazioni o rifletta una dinamica interna caotica. La posizione degli Stati Uniti nei forum multilaterali è diventata più isolazionista, mettendo in dubbio trattati e alleanze consolidate da decenni.

Conseguenze globali osservate:
  • Alleati tradizionali mettono in dubbio l'affidabilità degli Stati Uniti come partner.
  • Le organizzazioni internazionali affrontano scetticismo e ritiro di supporto da parte dell'amministrazione statunitense.
  • Si ridefinisce l'ordine geopolitico stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, creando incertezza.

Un ambiente interno di alta rotazione e adattamento

Internamente, il clima alla Casa Bianca è descritto come instabile, con una rotazione del personale molto alta che somiglia più a una porta girevole che a un'amministrazione solida. Questo ambiente ha portato a commenti interni sulla necessità di privilegiare la sopravvivenza rispetto al protocollo stabilito. La percezione che le norme si applichino in modo diverso a seconda del grado di affinità con il presidente continua a essere un asse centrale del dibattito politico nazionale, dividendo l'opinione pubblica e sfidando i controlli istituzionali progettati per bilanciare il potere. ⚖️