Il padiglione degli esagoni: gioiello architettonico dimenticato a Madrid

Pubblicato il 12 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Vista frontal del Pabellón de los Hexágonos mostrando su estructura geométrica deteriorada con vegetación creciendo entre los módulos prefabricados

Il padiglione degli esagoni: gioiello architettonico dimenticato a Madrid

Nel cuore della Casa de Campo madrilena si erge una testimonianza unica della creatività architettonica della metà del XX secolo. Questo singolare edificio, concepito inizialmente per l'Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, fu trasferito pezzo per pezzo in Spagna con l'ambiziosa visione di diventare un referente culturale permanente. I decenni hanno lasciato il segno sulle sue forme avanguardiste, ma la sua essenza rimane come un lasciato silenzioso di un'epoca di innovazione costruttiva 🏛️

Innovazione geometrica e sistema modulare

La configurazione esagonale costituisce l'elemento definitorio di questa costruzione, dove ogni modulo si intreccia formando un insieme geometrico armonioso. Questa soluzione strutturale non solo rispondeva a criteri estetici rivoluzionari, ma rappresentava un avanzamento tecnologico significativo nell'applicazione di sistemi prefabbricati. I materiali industrializzati permisero un assemblaggio rapido che, paradossalmente, oggi mostra le conseguenze del passare del tempo con numerose crepe e distacchi visibili.

Caratteristiche strutturali principali:
  • Sistema di esagoni interconnessi che creano pattern spaziali unici
  • Impiego di elementi prefabbricati che facilitarono montaggio e smontaggio
  • Capacità di adattamento a diversi siti e usi potenziali
"L'architettura modulare degli anni cinquanta rappresenta un capitolo essenziale nell'evoluzione del design contemporaneo"

Abbandono istituzionale e deterioramento accumulato

Dopo il suo riposizionamento sul territorio spagnolo, il padiglione non ha mai raggiunto l'splendore culturale previsto. La mancanza di un progetto definito e continuato da parte delle amministrazioni ha condotto a un progressivo stato di abbandono istituzionale. La vegetazione ha colonizzato gli spazi interstiziali, mentre la struttura originale perde integrità in modo graduale. Sebbene periodicamente sorgano iniziative di recupero, nessuna ha logrado consolidarsi in modo definitivo.

Fattori di degrado identificati:
  • Assenza di manutenzione preventiva e conservazione continuata
  • Mancanza di un programma di usi culturali stabile che giustifichi la sua preservazione
  • Esposizione prolungata alle intemperie meteorologiche senza protezione adeguata

Futuro incerto di un'icona architettonica

La paradosso di questo emblematico edificio risiede nella sua condizione di tesoro nascosto la cui rilevanza storica contrasta con il suo visibile deterioramento. Come un gioiello architettonico riposto nella soffitta collettiva, attende che qualche iniziativa riesca a salvare il suo lascito prima che il tempo consumi completamente la sua singolare identità costruttiva. La sua presenza continua a essere un promemoria tangibile di come il patrimonio moderno richieda attenzione continuata per non cadere nell'oblio definitivo 🕰️