Il dilemma degli attori di voce di fronte all'intelligenza artificiale

Pubblicato il 11 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Attori di voce affrontano l'IA nell'industria dei videogiochi, lottando per proteggere i loro diritti e il futuro del doppiaggio.

L'industria dei videogiochi si trova a un bivio etico a causa dell'uso crescente di intelligenza artificiale per replicare le voci degli attori. Recentemente, Pascale Chemin, nota per interpretare Wraith in Apex Legends, ha rivelato che lei e altri 31 attori hanno ricevuto un contratto che chiedeva di cedere le loro voci per addestrare sistemi di IA. Questo fatto ha scatenato un intenso dibattito sul futuro dei professionisti del doppiaggio e sull'etica dietro queste pratiche.

Un contratto che genera controversie

Chemin ha spiegato che, prima di essere chiamata a una sessione di registrazione, ha ricevuto un allegato di riservatezza che includeva clausole per permettere l'uso della sua voce in sistemi di IA. Consultandosi con un esperto legale, ha confermato che i termini erano inaccettabili. Sebbene abbia deciso di rifiutare il contratto, questa decisione ha comportato la rinuncia a un ruolo che aveva interpretato per quasi sei anni. La sua coraggiosa posizione ha ispirato altri attori a mettere in discussione queste pratiche.

"Accettare queste condizioni sarebbe come spararci sui piedi. Stiamo lottando per il nostro futuro e per il valore del nostro lavoro."

La difficile decisione degli attori

Gli attori di voce si trovano di fronte a un dilemma complesso. Da un lato, firmare questi contratti potrebbe significare perdere il controllo sulle proprie voci e, eventualmente, essere sostituiti dall'IA. Dall'altro, rifiutarli implica rischiare di perdere opportunità lavorative in un'industria sempre più competitiva. Chemin e i suoi colleghi hanno optato per resistere, sostenendo che accettare queste condizioni sarebbe "spararsi sui piedi".

Il ruolo delle grandi compagnie

Sebbene il contratto non menzioni esplicitamente EA, l'azienda dietro Apex Legends, la coincidenza ha sollevato sospetti. EA ha espresso pubblicamente il suo interesse per le meraviglie dell'IA, il che suggerisce che questa potrebbe essere una pratica più diffusa di quanto sembri. Per le compagnie, l'uso dell'IA rappresenta un risparmio significativo sui costi, ma per gli attori è una minaccia diretta al loro sostentamento e alla loro arte.

La lotta di SAG-AFTRA

Questo conflitto non è isolato. SAG-AFTRA, il sindacato che rappresenta attori e professionisti dell'intrattenimento, da tempo lotta contro l'uso dell'IA nell'industria. Il suo sciopero attuale contro gli studi di videogiochi mira a proteggere i diritti dei lavoratori e a impedire che la tecnologia sostituisca il talento umano. La resistenza di Chemin e dei suoi colleghi è un esempio ulteriore di questa battaglia per il futuro dell'industria.

Un futuro incerto per l'industria

La domanda che rimane sospesa è: dove sta andando l'industria? Se le compagnie continuano ad adottare l'IA per sostituire gli attori di voce, l'impatto non sarà solo economico, ma anche culturale. Le voci che danno vita a personaggi iconici potrebbero scomparire, lasciando un vuoto difficile da colmare. La speranza è che questa resistenza ispiri un cambiamento verso pratiche più etiche e sostenibili.

In sintesi, l'uso dell'IA nell'industria dei videogiochi pone una sfida etica e lavorativa senza precedenti. La resistenza di attori come Pascale Chemin e il sostegno di sindacati come SAG-AFTRA sono passi cruciali per proteggere il valore del talento umano in un mondo sempre più tecnologico.