
I titoli clickbait ingannano per generare clic
Molti siti web usano titoli sensazionalistici che promettono rivelazioni incredibili per attirare i lettori. Tuttavia, l'obiettivo reale non è informare, ma far sì che l'utente clicchi e così generare entrate pubblicitarie. Il contenuto dietro il link raramente mantiene quanto promesso. 🎣
Il modello si basa sulla massimizzazione della pubblicità
La struttura di questi articoli dà priorità alla visualizzazione di annunci rispetto a offrire una lettura fluida. Normalmente dividono un testo breve in decine di pagine, ognuna caricata con banner e finestre emergenti. Questo costringe l'utente a navigare attraverso molteplici schermi, aumentando artificialmente le pagine visualizzate, che è la base di questo modello di business.
Caratteristiche dell'esperienza utente:- Navigare attraverso molte pagine per leggere un contenuto che è breve.
- Affrontare una grande quantità di annunci che interrompono la lettura.
- Trovare un design che rende difficile concentrarsi sul testo principale.
"L'unica rivelazione sorprendente è scoprire quanta pazienza serve per chiudere tutti i pop-up." - Commento frequente degli utenti.
Il contenuto reale di solito delude
Cliccando, il lettore normalmente trova informazioni che non rispondono alla domanda del titolo. È comune imbattersi in testi vaghi, riciclati da altre fonti o che si discostano completamente dal tema iniziale promesso. L'aneddoto incredibile risulta banale e il dato che cambierà la tua prospettiva è un'ovvietà.
Segnali di un contenuto clickbait:- Il titolo pone una domanda drammatica o fa una promessa esagerata.
- Le informazioni presentate sono superficiali e non approfondiscono il tema.
- Gli utenti nei commenti riassumono l'articolo in una riga, risparmiando clic.
Conseguenza per il lettore
Il risultato finale è che l'utente percepisce di aver perso il suo tempo. Questo metodo erode la fiducia nella fonte e incoraggia le persone a evitare di cliccare su titoli simili in futuro. La strategia può generare visite a breve termine, ma danneggia la reputazione a lungo termine e pregiudica la esperienza di navigazione in internet. 🤨