I contadini francesi protestano contro la politica agricola comune

Pubblicato il 13 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Agricultores franceses con tractores bloqueando una carretera durante una protesta, con pancartas que critican la PAC y la competencia desleal.

I contadini francesi protestano contro la politica agricola comune

Le manifestazioni dei produttori agricoli in Francia si susseguono abitualmente, puntando direttamente alla Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea come origine principale della loro frustrazione. I contadini sostengono che le regole comunitarie, ideate per unificare il mercato, nella pratica li danneggiano stabilendo limitazioni che aumentano le loro spese e riducono la loro capacità di competere con i prodotti che arrivano da fuori dell'UE e che non rispettano identiche esigenze. Questo malcontento si concretizza in blocchi di strade e concentrazioni che cercano di esercitare pressione sulle autorità sia nazionali che europee. 🚜

Richiedi centrali della campagna francese

Il settore esige agilizzare le procedure amministrative legate al percepire aiuti e rispettare le regolamentazioni ambientali, che giudicano inutilmente complicate. Chiedono anche di rivedere il criterio di reciprocità negli accordi commerciali, per garantire che gli alimenti importati rispettino le stesse norme di produzione che loro devono rispettare. Il loro obiettivo non è sopprimere la PAC, ma modificarla affinché consenta loro di vivere dignitosamente del loro lavoro e conservare il modello di agricoltura familiare caratteristico della Francia.

Punti critici della protesta:
  • Semplificare la burocrazia per accedere ai sussidi e rispettare le normative.
  • Esigere reciprocità negli accordi commerciali internazionali.
  • Riformare, non eliminare, la PAC per proteggere la redditività e il modello familiare.
Una politica creata per proteggere l'agricoltura europea è oggi percepita dai suoi beneficiari come una minaccia per la loro esistenza.

L'effetto di competere in condizioni di disuguaglianza

I contadini percepiscono di operare con un chiaro svantaggio. Mentre loro devono adattarsi a protocolli rigorosi su benessere animale, impiego di fitosanitari e controllo delle emissioni, le merci provenienti da paesi terzi non sono sottoposte a controlli equivalenti e frequentemente sono offerte a prezzi inferiori. Questa realtà favorisce una sensazione di impotenza e la convinzione che le istituzioni europee antepongano il libero mercato e i trattati globali alla sopravvivenza delle aziende locali.

Fattori della concorrenza sleale:
  • Norme comunitarie rigorose su ambiente e sanità che elevano i costi locali.
  • Importazioni da paesi extracomunitari senza gli stessi controlli e a prezzo minore.
  • Priorità percepita degli accordi internazionali sull'economia locale.

La paradosso di una politica in crisi

L'ironia risiede nel fatto che un meccanismo progettato per proteggere e modernizzare la campagna europea è ora visto da molti dei suoi destinatari originali come un rischio per la loro continuità, costringendoli a mobilitarsi per difendere proprio ciò che la PAC aspirava a preservare. Le proteste sono un sintomo di un malessere profondo che mette in discussione l'efficacia attuale delle politiche comunitarie per bilanciare la competitività nel mercato globale con la sostenibilità del tessuto agricolo europeo.