
Google accetta di pagare milioni per registrare conversazioni senza permesso
La tecnologica Google ha deciso di risolvere una class action con un pagamento di sessantotto milioni di dollari. L'azione legale è sorta perché il suo assistente vocale ha registrato conversazioni di persone senza che queste lo autorizzassero. Documenti giudiziari resi noti la settimana scorsa dettagliano questo accordo, informazione che il sito The Verge ha diffuso per primo. 🎙️⚖️
Il motivo dell'azione legale
Il conflitto è sorto quando il Google Assistant ha iniziato a catturare audio in modo involontario. Il sistema si accendeva senza che gli utenti dicessero la frase di attivazione designata. Questo accadeva su smartphone con Android e su dispositivi per la casa come Google Home. L'azienda conservava questi dialoghi, che a volte includevano informazioni personali sensibili. Gli interessati hanno sostenuto che questa azione violava le normative sulla privacy.
Dettagli chiave del funzionamento difettoso:- Attivazione del microfono senza il comando vocale "Ok Google".
- Memorizzazione di registrazioni che contenevano dati sensibili degli utenti.
- La pratica ha colpito un'ampia gamma di prodotti e sistemi operativi del marchio.
Questo caso sottolinea l'attenzione costante su come le grandi tecnologiche gestiscono i dati vocali.
Conseguenze dell'accordo economico
I sessantotto milioni di dollari saranno utilizzati per indennizzare le persone che fanno parte della class action. Un giudice deve approvare questo accordo di conciliazione in un'udienza imminente. Raggiungendo questo accordo, Google non riconosce di aver commesso alcuna colpa. L'azienda dichiara di collaborare per risolvere la controversia in modo rapido. Questo evento mette in evidenza i dibattiti persistenti sull'etica nella gestione dei dati biometrici da parte dei giganti digitali.
Aspetti principali dell'accordo:- Fondo di compensazione per gli utenti colpiti.
- Necessità di approvazione giudiziaria definitiva.
- Posizione dell'azienda senza ammissione di responsabilità.
Riflessione finale sulla privacy digitale
Questo episodio serve come un potente promemoria dei rischi che comporta la tecnologia che ascolta sempre. Sembra che, in questa occasione, dire "OK Google" sia finito per significare "OK, avvocati". La risoluzione monetaria è significativa, ma la domanda di fondo su fino a dove possono arrivare questi sistemi nel raccogliere informazioni personali rimane aperta. 🔒