Europa non riesce a ridurre la sua dipendenza dai semiconduttori

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Gráfico o fotografía que muestra una oblea de silicio con los colores de la bandera de la Unión Europea, parcialmente cubierta por flechas de importación desde Asia y EE.UU., simbolizando la dependencia externa.

Europa non riesce a ridurre la sua dipendenza dai semiconduttori

Il piano dell'Unione Europea per produrre più chip localmente e così diminuire la sua vulnerabilità nei confronti di Stati Uniti e Asia non progredisce come previsto. Numerosi annunci di investimenti e fabbriche affrontano ritardi significativi, mentre la necessità di importare questi componenti cresce senza sosta. Questa situazione contrasta fortemente con l'obiettivo iniziale di raggiungere autonomia strategica in un settore chiave per la sua industria. 🚨

I progetti emblematici inciampano e si ritardano

Iniziative annunciate con grande ambizione, come la gigafabbrica congiunta di STMicroelectronics e GlobalFoundries in Francia, incontrano ostacoli pratici per concretizzarsi. Altri consorzi industriali vedono i loro cronogrammi estendersi indefinitamente o i compromessi di finanziamento non rispettati integralmente. Questo stallo avviene in un momento in cui altri attori globali avanzano con maggiore rapidità.

Esempi concreti del freno industriale:
  • L'alleanza franco-statunitense per costruire un megaplant di semiconduttori affronta difficoltà di finanziamento e approvazioni.
  • Diversi consorzi hanno posticipato le date di inizio della produzione, talvolta di diversi anni.
  • I fondi pubblici promessi dagli Stati membri non arrivano alla velocità necessaria per competere.
Europa rischia di rimanere indietro in una corsa tecnologica che considera fondamentale per il suo futuro economico e di sicurezza.

La dipendenza esterna aumenta invece di ridursi

Le statistiche mostrano una realtà preoccupante: l'UE importa ora una porzione maggiore di semiconduttori avanzati rispetto a cinque anni fa. La capacità di produzione locale è insufficiente per rifornire la domanda delle sue stesse industrie, come quella automobilistica, quella delle telecomunicazioni e quella del calcolo ad alte prestazioni. Questo lascia le imprese europee esposte alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali.

Conseguenze dirette di questa dipendenza:
  • Le imprese automobilistiche europee continuano a soffrire di carenza di chip, influenzando la loro produzione.
  • L'obiettivo di controllare il 20% della produzione mondiale di chip entro il 2030 sembra sempre più irraggiungibile.
  • L'insicurezza nell'approvvigionamento frena l'innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie all'interno dell'UE.

Un futuro incerto per la sovranità tecnologica europea

Mentre i leader politici continuano a parlare di sovranità tecnologica, nella pratica le linee di produzione attendono attrezzature e investimenti che non arrivano. L'implementazione rapida della Ley CHIPS degli Stati Uniti evidenzia la lentezza con cui l'Europa muove i suoi pezzi. Per ora, un chip europeo fatto in Europa sembra più uno slogan politico auspicabile che una realtà tangibile nelle fabbriche, sollevando dubbi sulla capacità del blocco di eseguire la sua strategia industriale più critica. ⚙️