Esperti avvertono su una legge danese che mira a proibire le VPN

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra un escudo digital roto o una cerradura abierta sobre un mapa de Dinamarca, simbolizando la vulnerabilidad de la privacidad en línea.

Esperti avvertono su una legge danese che mira a proibire le VPN

Un'iniziativa legislativa in Danimarca, promossa dal Ministero della Giustizia, genera una forte allarme tra i difensori dei diritti digitali. 🚨 Il progetto pretende di limitare severamente o proibire l'uso di Reti Private Virtuali, sostenendo che questi strumenti aiutano a commettere reati online.

L'approccio punitivo della proposta

La bozza della legge prevede di imporre multe e pene detentive a chi utilizza servizi che cifrano e nascondono il proprio indirizzo IP senza un permesso statale. Le autorità danesi giustificano questa misura come necessaria per combattere più efficacemente la pirateria e altri crimini informatici. Tuttavia, questa definizione così ampia potrebbe includere tecnologie fondamentali per proteggere dati confidenziali di aziende e cittadini.

Principali rischi identificati dai critici:
  • Erodere la privacy: Debilitare le VPN espone gli utenti al furto dei loro dati e a una sorveglianza di massa.
  • Compromettere la sicurezza: Molte aziende e professionisti, come i giornalisti, dipendono da queste reti per operare in modo sicuro in ambienti ostili.
  • Limitare l'accesso: Restringere questi strumenti può isolare digitalmente il paese e ostacolare l'accesso delle persone a informazioni o servizi globali.
Il concetto di porta sul retro per le forze dell'ordine potrebbe diventare una porta principale per chiunque con cattive intenzioni.

Impatto oltre i confini

Organizzazioni internazionali, come l'Electronic Frontier Foundation, sottolineano che questa legge stabilerebbe un precedente pericoloso. Permettere a un governo di decidere quali strumenti di privacy siano legittimi mina i principi base di un internet libero e aperto. 🛡️

Conseguenze pratiche della restrizione:
  • I cittadini perderebbero uno strato essenziale per difendere la loro intimità online.
  • Le aziende che gestiscono informazioni sensibili vedrebbero aumentare la loro vulnerabilità a ciberattacchi.
  • Si ostacolerebbe il lavoro di dissidenti, ricercatori e attivisti che necessitano di anonimato.

Un dibattito tra sicurezza e libertà

Il conflitto centrale risiede nell'equilibrare la necessità di perseguire reati con il diritto alla privacy e alla sicurezza digitale. Gli esperti insistono sul fatto che proibire strumenti di privacy non risolve il problema del crimine online, ma indebolisce gli utenti legittimi. Il risultato finale potrebbe essere un ambiente digitale meno sicuro per tutti. ⚖️