Design non antropocentrico: Creando spazi per altre specie

Pubblicato il 11 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Ilustración conceptual que muestra un entorno arquitectónico con elementos adaptados para diversas especies, incluyendo superficies reflectantes para visión ultravioleta y estructuras curvas para ecolocalización, en un paisaje surrealista.

Progettazione non antropocentrica: Creando spazi per altre specie

Nel concepire spazi e oggetti, frequentemente applichiamo la nostra esperienza umana come riferimento universale. Tuttavia, la progettazione non antropocentrica mette in discussione questa pratica sviluppando ambienti specificamente adattati alle capacità percettive e corporee di altre forme di vita. Questo approccio richiede di lasciarsi alle spalle i nostri pregiudizi sensoriali per comprendere come diversi esseri interagiscono con il loro ambiente mediante sistemi visivi, uditivi o tattili alternativi. 🌍

Architetture per sensibilità diverse

L'architettura non antropocentrica incorpora scale, proporzioni e configurazioni spaziali che differiscono radicalmente da quelle umane. Per organismi con visione ultravioletta, i materiali con alta riflettività possono generare guide di navigazione impercettibili per noi. Nelle specie che dipendono dalla ecolocalizzazione, le superfici con curve e materiali che assorbono il suono stabilirebbero traiettorie di spostamento uniche. Ogni scelta di design deve basarsi su abilità sensoriali particolari, non sui nostri canoni estetici convenzionali.

Esempi di adattamenti architettonici:
  • Superfici riflettenti che creano segnali ultravioletti per insetti impollinatori
  • Strutture curvilinee che ottimizzano la navigazione per ecolocalizzazione nei pipistrelli
  • Materiali texture che facilitano lo spostamento tattile per specie sotterranee
Il vero design per altre specie implica abbandonare la nostra prospettiva come misura unica e immergerci nelle loro realtà sensoriali.

Oggetti funzionali per morfologie diverse

Progettare strumenti per esseri non umani comporta reinventare completamente l'interazione tra forma e funzione. Un dispositivo per un polpo potrebbe impiegare i suoi otto tentacoli prensili, mentre un meccanismo per delfini potrebbe attivarsi mediante sequenze di clic sonori. Queste creazioni non sono semplici modifiche di artefatti umani, ma soluzioni originali basate su anatomie e comportamenti specifici che mettono in discussione la nostra nozione tradizionale di utilità.

Casi di progettazione non antropocentrica:
  • Interfacce operate da vibrazioni per roditori
  • Strumenti che sfruttano la capacità adesiva delle lucertole
  • Sistemi di alimentazione attivati dal riconoscimento di pattern di volo negli uccelli

Riflessione finale: Oltre la prospettiva umana

Questo approccio ci invita a considerare se, osservando le nostre costruzioni, altre specie ci giudichino come progettisti deficienti. Pensano gli uccelli che posizioniamo le finestre proprio dove vogliono volare? Adottare la progettazione non antropocentrica non solo arricchisce la nostra comprensione del mondo, ma favorisce una convivenza più armoniosa con tutte le forme di vita. 🕊️