
Cloudflare blocca il più grande attacco DDoS mai registrato
Cloudflare ha bloccato l'attacco DDoS più grande mai registrato, con un picco di 37,4 terabyte di dati lanciati in soli 45 secondi contro un unico provider di hosting. Questo attacco ha superato tutti i record precedenti, raggiungendo una velocità di traffico di 7,3 terabit al secondo e colpendo oltre 21.900 porte di destinazione su un singolo indirizzo IP. ¡E no, non devi essere un esperto di cybersecurity per capire la portata di questo attacco! 🌐
Una valanga di dati per saturare i server
Gli attacchi di negazione del servizio distribuito (DDoS) utilizzano reti di dispositivi compromessi per saturare i server con grandi quantità di dati, impedendo che i servizi funzionino correttamente. In questo caso, la maggior parte del traffico (il 99,996 per cento) è stato generato mediante pacchetti UDP, un tipo di attacco che inonda il server con richieste false che non possono essere elaborate in tempo.
Tecniche di amplificazione e riflessione, combinate con strumenti obsoleti
La piccola percentuale rimanente dell'attacco ha impiegato tecniche di riflessione e amplificazione, utilizzando dispositivi mal configurati per moltiplicare il volume di dati e reindirizzarli alla vittima. Sono stati anche utilizzati strumenti di diagnostica obsoleti per inviare molteplici richieste automatiche all'IP target, generando un sovraccarico aggiuntivo sulla rete.
Una rete globale di dispositivi compromessi
L'attacco si è originato in 161 paesi, con quasi la metà del traffico proveniente da indirizzi IP situati in Brasil e Vietnam. Un altro terzo è stato tracciato fino a Taiwán, China, Indonesia, Ucrania, Ecuador, Tailandia, Estados Unidos e Arabia Saudita. Lontano dall'essere un'operazione coordinata da hackers globali, la maggior parte dei dispositivi coinvolti erano apparecchi infettati con malware e convertiti in bots silenziosi.
Cloudflare risponde con mitigazione distribuita e intelligente
La difesa è stata ottenuta distribuendo il carico di traffico in data center vicini all'origine di ogni pacchetto. Inoltre, Cloudflare ha applicato rilevamento basato sulle impronte digitali dei pacchetti malevoli, permettendo di distinguere con precisione tra traffico legittimo e dannoso senza influenzare il servizio.
Questo episodio rafforza la crescente minaccia degli attacchi DDoS su larga scala e la necessità critica di disporre di sistemi di difesa avanzati per proteggere l'infrastruttura digitale globale. ¡Quindi resta vigile e protetto nel mondo digitale! 🔒
Con questo blocco, Cloudflare dimostra la sua capacità di proteggere contro i più grandi attacchi DDoS. ¡E ricorda, se qualcosa non va come previsto, puoi sempre incolpare gli hackers! 😉