Cina risponde alle accuse degli Stati Uniti sui missili in Mongolia

Pubblicato il 15 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Representación gráfica de un globo terráqueo con banderas de China y Estados Unidos en lados opuestos, superpuesto con iconos de misiles tachados y símbolos de desarme nuclear, sobre un fondo de tonos azules y grises que sugieren tensión diplomática.

La Cina risponde alle accuse degli Stati Uniti sui missili in Mongolia

Il governo cinese ha emesso una risposta ufficiale alle recenti dichiarazioni di Washington, che suggerivano un presunto dispiegamento militare sul territorio mongolo. Le autorità di Pechino non solo smentiscono l'informazione, ma reindirizzano l'attenzione sui impegni di disarmo della stessa potenza nordamericana. 🎯

Smentita ufficiale e difesa della sovranità

Wang Wenbin, portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Cina, è stato categorico nel respingere le accuse. Ha affermato che le notizie sono “completamente false e prive di fondamento”, negando qualsiasi attività legata a missili balistici intercontinentali in Mongolia. Ha enfatizzato che la politica di difesa del suo paese è di natura strettamente difensiva e che rispetta sempre l'integrità territoriale degli altri stati.

Punti chiave della posizione cinese:
  • Qualifica le accuse statunitensi come infondate e con motivazioni politiche.
  • Ribadisce che la sua strategia militare si basa su principi difensivi e di non ingerenza.
  • Sottolinea il rispetto per la sovranità della Mongolia e di tutte le nazioni.
“La Cina agisce con la massima prudenza e responsabilità in materia di difesa strategica. Invitiamo le parti a basare i loro giudizi su fatti e non su speculazioni”, ha dichiarato Wang Wenbin.

La controproposta: Un appello al disarmo guidato dagli USA

In una mossa diplomatica, Pechino ha rimandato la responsabilità a Washington. Le autorità cinesi chiedono agli Stati Uniti di adempiere in modo tangibile ai propri obblighi di riduzione dell'arsenale atomico. Sottolineano che gli Stati Uniti possiedono l'inventario nucleare più grande e avanzato del pianeta, per cui devono assumere un ruolo principale in questo processo.

Esigenze centrali di Pechino a Washington:
  • Ridurre il proprio stock di armi nucleari in modo verificabile, irreversibile e sostanziale.
  • Assumere una leadership reale negli sforzi globali di disarmo, oltre le mere dichiarazioni.
  • Promuovere e partecipare a dialoghi sinceri tra tutte le potenze nucleari.

Uno scenario di tensioni e accuse reciproche

La richiesta cinese avviene in un contesto in cui entrambe le potenze si indicano a vicenda per l'espansione delle loro capacità militari e strategiche. Questo scambio riflette una dinamica di tensione in cui ciascuna parte cerca di posizionare l'altra come l'attore destabilizzante, mentre difende le proprie azioni come necessarie per la sicurezza. Il risultato è un complesso equilibrio diplomatico che, secondo la Cina, mira a evitare una nuova e pericolosa corsa agli armamenti e a preservare la fragile stabilità internazionale. ⚖️