Agricultori europei protestano contro l'accordo commerciale UE-Mercosur

Pubblicato il 13 January 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Tractores agrícolas bloqueando una carretera principal durante una protesta de agricultores europeos, con banderas de varios países de la UE visibles. La imagen simboliza la movilización del sector primario.

Agricoltori europei protestano contro l'accordo commerciale UE-Mercosur

Il settore agricolo europeo si solleva. Agricoltori di Spagna, Francia, Irlanda, Polonia e Grecia, tra gli altri, sono scesi in strada per bloccare il patto commerciale che l'Unione Europea e il Mercosur negoziano da oltre vent'anni. Questo trattato mira a eliminare dazi per molti prodotti, soprattutto agroalimentari, cosa che i contadini vedono come una minaccia diretta al loro modo di vivere. 🚜

Il cuore del conflitto: norme diverse, stesso mercato

Il malcontento non nasce dal libero commercio in sé, ma dalla percezione di disuguaglianza. I produttori europei sostengono di competere con importazioni da paesi come Brasile e Argentina, dove i costi di produzione sono inferiori perché le norme sono meno rigorose. Evidenziano differenze chiave nell'uso dei pesticidi, nella gestione delle foreste o nel trattamento degli animali. Temono che un ingresso massiccio di carne, zucchero o etanolo a basso prezzo affondi il mercato interno.

Principali preoccupazioni degli agricoltori:
  • Competizione sui costi: Produrre nell'UE è più costoso per il rispetto di regolamentazioni ambientali e sul benessere animale rigorose.
  • Pressione al ribasso sui prezzi: L'arrivo di prodotti più economici potrebbe rendere insostenibili molte aziende familiari.
  • Contraddizione con il Patto Verde: Sostengono che l'accordo va contro gli obiettivi europei di sviluppare un'economia più sostenibile.
Le organizzazioni agricole insistono che questo trattato commerciale contraddice direttamente l'essenza del Patto Verde Europeo e i principi di sovranità alimentare.

La pressione sale: dalle strade agli uffici

Queste mobilitazioni con i trattori esercitano una pressione politica tangibile sui governi nazionali e sulla Commissione Europea, che deve ratificare il testo finale. Alcuni paesi hanno già chiesto formalmente garanzie aggiuntive e clausole di salvaguardia. Il dibattito riflette uno scontro tra due visioni: quella che dà priorità alla crescita economica tramite il libero commercio e quella che difende di proteggere un modello agricolo europeo con alti standard.

Possibili scenari dopo le proteste:
  • Ritardo nella firma: Rivedere e rinegoziare certe clausole per cercare di calmare i settori critici.
  • Blocco totale: L'opposizione sociale e politica potrebbe impedire che l'accordo venga ratificato definitivamente.
  • Accordo con condizioni: Includere meccanismi rigorosi che condizionino le importazioni al rispetto

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