Infantino chiede alla FIFA di revocare la squalifica alla Russia

Pubblicato il 03 February 2026 | Tradotto dallo spagnolo
Gianni Infantino, presidente de la FIFA, parlando in una conferenza stampa con il logo dell'organizzazione sullo sfondo.

Infantino chiede alla FIFA di revocare la sospensione alla Russia

Il massimo dirigente del calcio mondiale, Gianni Infantino, ha espresso pubblicamente il suo desiderio che venga revocata l'esclusione che grava sulla Russia nelle competizioni internazionali, imposta dopo l'inizio del conflitto in Ucraina. Sostiene che questa misura non è servita a nulla e, al contrario, ha alimentato sentimenti negativi. La sua visione punta a separare l'ambito sportivo dalle decisioni geopolitiche. ⚽

Reazioni immediate e posizione contraria

Le parole di Infantino non hanno tardato a generare una risposta decisa. Dall'Ucraina, il ministro responsabile dello sport, Matvii Bidnyi, le ha definite poco serie e prive di maturità. Sul fronte europeo, il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, mantiene una linea ferma: la riammissione delle selezioni e dei club russi non è in discussione fino alla fine dell'invasione. Questo scontro di opinioni evidenzia la profonda frattura che il conflitto ha provocato nel re degli sport.

Argomenti centrali del dibattito:
  • Infantino afferma che punire gli atleti per azioni politiche dei loro governanti è ingiusto.
  • Suggerisce che permettere ai giovani calciatori russi di competere potrebbe avere un effetto positivo.
  • Avverte che la FIFA deve evitare di vetoare nazioni per motivi politici in futuro.
La sanzione non ha ottenuto nulla e ha solo generato più frustrazione e odio.

L'eterno dilemma tra il campo e la politica

Questo intervento riaccende la complessa discussione sui limiti tra lo sport e gli eventi globali. La posizione del leader della FIFA suggerisce un possibile cambio di strategia dell'organismo, dove prevarrebbe incluire piuttosto che sanzionare. Tuttavia, questa prospettiva si scontra con la visione predominante in Europa, che condiziona qualsiasi ritorno al calcio internazionale alla cessazione delle ostilità militari.

Conseguenze e panorama attuale:
  • La divisione istituzionale è palpabile tra la FIFA e la UEFA.
  • La comunità calcistica internazionale rimane divisa riguardo alla strada da seguire.
  • La situazione lascia in sospeso gli atleti russi, senza competere al massimo livello.

Una partita che si decide fuori dal campo

In questo confronto, la tarjeta roja mostrata alla Russia sembra non avere una data di scadenza chiara. Il prolungamento e il possibile risultato finale non li decidono i regolamenti sportivi, ma l'evoluzione del conflitto bellico e le tensioni geopolitiche. Per ora, la porta del ritorno al calcio mondiale rimane chiusa, in attesa di un cambiamento che sembra lontano all'orizzonte. 🛑