L'artista concettuale Fred Gambino, con una carriera di cinquant'anni, ha dato una svolta al suo processo creativo. Dopo aver iniziato la sua carriera con tecniche tradizionali e aver passato lunghi anni padroneggiando il software digitale, ha ripreso i pennelli e gli oli solubili in acqua. Questo cambiamento non è un passo indietro, ma una ricerca di un'espressione più organica e libera, lontana dal dettaglio minuzioso dei suoi primi lavori. Ora combina la sua esperienza in illustrazione concettuale con la materialità della pittura fisica.
La tecnologia dietro un ritorno analogico 🔬
La sua transizione si appoggia su strumenti ibridi. Gambino utilizza oli solubili in acqua, che offrono la texture e il tempo di lavoro dell'olio tradizionale, ma senza la necessità di solventi aggressivi. Questo materiale facilita il passaggio da un ambiente digitale puro. Inoltre, documenta l'intero processo nel suo canale YouTube, mostrando dal bozzetto iniziale alle velature finali, e condivide i risultati su piattaforme digitali come ArtStation. La tecnologia agisce ora come ponte e testimonianza del suo lavoro manuale.
Dal Ctrl+Z al Ops, mi è caduto il pennello! 😅
Si immagina il processo di adattamento: dopo anni fidandosi dell'annullamento infinito e dei layer non distruttivi, ora si confronta con la tirannia della pittura umida. Dove prima c'era un Ctrl+Z per correggere un errore, ora c'è uno straccio e un sospiro rassegnato. Cambiare la luminosità di un elemento non è più uno slider, ma mescolare pigmenti e aspettare che asciughi per vedere se ha azzeccato. È un promemoria che, a volte, il più grande filtro artistico è l'irreversibilità di un gesto sulla tela.