Més per Mallorca ha denunciato che gli orari dei treni di questo mese di agosto sull'isola hanno subito un taglio drastico. Sono stati eliminati due treni su tre tra Palma e Inca, lasciando frequenze di mezz'ora o addirittura un'ora. Gli utenti si trovano ad affrontare vagoni pieni, ritardi costanti e poche alternative reali, con diversi comuni che non dispongono nemmeno del servizio di autobus. In piena alta stagione, la mobilità quotidiana diventa un supplizio per residenti e visitatori.
Il costo dei lavori: dare priorità alle infrastrutture sul servizio quotidiano 🚧
La riduzione delle frequenze risponde alla necessità di eseguire lavori di miglioramento sulla rete, una decisione che il Govern giustifica con la modernizzazione della linea. Tuttavia, il risultato pratico è che i treni disponibili circolano con un'occupazione che supera il cento per cento della loro capacità nelle ore di punta. La mancanza di coordinamento con il servizio di autobus, che non copre le rotte interessate, lascia i passeggeri senza piano B. I ritardi si accumulano per la concomitanza di lavori e traffico, e il sistema informativo della stazione offre dati contraddittori. La tecnologia applicata alla segnaletica non ha evitato che un solo convoglio in ora di punta determini il caos di un'intera mattinata.
Soluzione? Scendere e aspettare il prossimo, se mai arriva ⏳
La nuova strategia sembra essere che il passeggero goda del paesaggio tra Palma e Inca mentre aspetta sul binario. Con frequenze che superano la mezz'ora, si ha tutto il tempo per riflettere sulla vita, sul caldo e sulla fortuna di non dover andare in bagno. I vagoni pieni offrono un'esperienza di convivenza forzata che nemmeno il miglior coach di team building riuscirebbe a creare. Certo, se il treno è in ritardo, il prossimo non tarda nemmeno un'ora: un lusso che solo chi non ha orari da rispettare può permettersi. Il Govern chiede pazienza, ma anche la pazienza ha limiti, soprattutto quando il termometro segna quaranta gradi.