Mortal Shell 2 torna con una campagna più estesa, nuove armi e più di sessanta dungeon da esplorare. Non è necessario aver giocato all'originale, ma la difficoltà rimane fissa, senza opzioni di regolazione. Il gioco richiede pazienza e abilità, sebbene offra un'ampia varietà di stili di combattimento. Per chi cerca una sfida di dark fantasy, è una proposta solida, anche se non adatta a tutti.
Sotto il cofano: come si costruiscono difficoltà e varietà ⚔️
Il sequel mantiene la struttura di 'shell' e abilità, ma aggiunge un sistema di armi più profondo che cambia il ritmo di ogni scontro. Gli sviluppatori hanno optato per un design di livelli interconnessi, dove i sessanta dungeon funzionano come arene tattiche. Non c'è scalatura dinamica della difficoltà; il gioco presume che il giocatore impari per tentativi ed errori. Questo si traduce in una curva di apprendimento ripida, ma con ricompense chiare per chi padroneggia ogni schema d'attacco.
Difficoltà fissa? Un omaggio a chi non legge i manuali 🛡️
L'assenza di opzioni di difficoltà è quasi un atto di fede. Qui non puoi abbassare il livello per sentirti meglio con te stesso; il gioco ti fissa e dice: impara o muori. Per chi passa ore su un boss, l'esperienza è come pregare un dio che non ascolta. Ma attenzione, la varietà di armi e stili è così ampia che puoi cambiare tattica e riprovare. Alla fine, l'ironia è che la difficoltà fissa ti rende più testardo del gioco stesso.