Gli Stati Uniti accelerano l'estrazione di neodimio e disprosio per produrre armamenti senza dipendere dalla lavorazione cinese. Un'azienda del New Hampshire prevede di recuperare questi materiali dai residui minerari, ma avrà bisogno tra 14 e 18 mesi e di un prestito di 500 milioni per ampliare il suo impianto. L'attuale scarsità potrebbe ritardare la difesa e far aumentare i costi della tecnologia.
Tecnologia di riciclo minerario: una scommessa per l'autosufficienza strategica 🏭
Il processo consiste nel trattare discariche e sterili di vecchie miniere per estrarre terre rare tramite lisciviazione chimica selettiva. L'impianto pilota produce già ossidi ad alta purezza, ma la scala industriale richiede nuovi reattori, sistemi di separazione con solventi ed elettrolisi. Il prestito federale coprirebbe infrastrutture e assunzione di specialisti. Senza quell'investimento, il progetto rimarrebbe in fase sperimentale, lasciando l'industria militare senza un'alternativa praticabile a breve termine.
Il piano perfetto: aspettare 18 mesi e pagare 500 milioni perché nessuno noti la differenza 😅
Nel frattempo, la Cina continuerà a vendere magneti al neodimio a metà prezzo, perché certo, il piano è geniale: spendere mezzo miliardo di dollari per produrre in due anni ciò che Pechino fa in settimane. La parte divertente è che il Pentagono chiede pazienza, come se i missili potessero aspettare mentre l'impianto cresce. E se qualcosa va storto, c'è sempre la possibilità di chiedere un altro prestito. L'indipendenza strategica è uno scherzo che si racconta a rate.