La battaglia per il controllo di Better, l'azienda di mutui basata sull'intelligenza artificiale, è degenerata in un dramma aziendale. Vishal Garg, licenziato nel 2021 tramite una chiamata Zoom, ora pretende di riconquistare il ruolo di CEO. Accusa il suo successore, Daniel Lewis, di averlo ingannato per impossessarsi della carica, mentre l'azienda afferma di aver triplicato il proprio volume d'affari e di essere vicina alla redditività.
L'intelligenza artificiale che prometteva di rivoluzionare i mutui 🤖
Garg sostiene che la sua visione tecnologica sia la chiave della rinascita. Better utilizza algoritmi per automatizzare l'approvazione dei prestiti, riducendo tempi e costi. Secondo le sue dichiarazioni, la piattaforma elabora più richieste che mai, avvicinando l'azienda a un punto di pareggio finanziario. Tuttavia, i numeri contrastano con la realtà del mercato: la valutazione della società è crollata da 8 miliardi a 300 milioni, un colpo che riflette la sfiducia degli investitori e la volatilità del settore immobiliare.
Due capi, una poltrona e un mutuo che nessuno sa chi firma 🏦
Mentre Garg e Lewis si contendono la poltrona esecutiva, i clienti osservano con pazienza da santi. La promessa di un mutuo in pochi minuti si è trasformata in una telenovela in cui l'unico che sembra vincere è l'avvocato di turno. Se l'IA è così efficiente, forse dovrebbe essere programmata per scegliere il CEO ed evitare chiamate scomode su Zoom. Certo, con una valutazione di 300 milioni, anche la macchina ci penserebbe due volte prima di accettare l'incarico.