Il team Alpine di Formula 1 cambierà nome la prossima stagione: Gucci Racing Alpine. La mossa, spinta da Flavio Briatore, convince la casa italiana che la griglia di partenza sia la vetrina perfetta per i suoi occhiali e le sue borse. Per i tifosi, questo significa più glamour, più merchandising e una griglia che profuma di profumo costoso. L'alleanza mira ad ampliare la base di fan e ad alzare il profilo commerciale dello sport, anche se alcuni puristi già temono che il podio sembri una passerella.
L'ingegneria del glamour: sviluppo tecnico sotto l'etichetta Gucci 🏎️
L'integrazione di Gucci non si limita al colore della carrozzeria. Il dipartimento tecnico di Alpine lavorerà con materiali di alta gamma per ridurre il peso, come fibra di carbonio intrecciata con fili di seta, un capriccio che fa risparmiare grammi ma aumenta il costo unitario. Inoltre, il sistema di raffreddamento sarà ridisegnato affinché la monoposto emetta un suono più grave ed elegante, pensato per le trasmissioni in diretta. Per quanto riguarda l'aerodinamica, gli ingegneri studiano un alettone posteriore che si ripiega come un ventaglio, una soluzione che non migliora il carico ma che impressiona nelle foto del paddock. Il motore, invariato, continuerà a essere la parte meno glamour dell'insieme.
Briatore convince Gucci: dalla pit lane alla boutique 🕶️
Flavio Briatore, noto per il suo fiuto commerciale, è riuscito a far vedere a Gucci nella F1 qualcosa di più del rumore e della benzina. Ora, ogni gara sarà una sfilata: i meccanici indosseranno tute di seta e gli pneumatici saranno cambiati con guanti di pelle di capra. I team rivali già scherzano sul fatto che Alpine farà un pit stop per sistemarsi il colletto della camicia. La parte migliore è che, se l'auto fallisce, almeno il fallimento avrà stile. Certo, le tasche dei tifosi tremeranno: comprare una replica del cappellino del team costerà più di un biglietto per il Gran Premio.