Nell'esteso catalogo della DC Comics, alcuni personaggi hanno una storia breve ma significativa. Vibe, creato da Gerry Conway e Chuck Patton, è uno di questi. Presentato negli anni '80 come Paco Ramone, un giovane di Detroit con poteri di manipolazione delle vibrazioni, ha fatto parte della rinnovata Justice League. Il suo concetto mescolava breakdance, cultura di strada e un potere basato sul suono, nel tentativo di connettersi con nuovi pubblici.
La fisica delle vibrazioni come superpotere 🌀
Il potere centrale di Vibe ruota attorno alla generazione e al controllo delle onde vibratorie. Questo gli permetteva di creare tremori sismici, proiettare onde d'urto d'aria compressa e, nelle versioni successive, persino aprire portali interdimensionali vibrando a una frequenza specifica. Da un punto di vista tecnico, la sua abilità sarebbe un'applicazione estrema della risonanza, cercando la frequenza naturale di un oggetto o dello spazio stesso per fratturarlo. L'evoluzione del personaggio ha cercato di dare una base più fantascientifica al suo potere inizialmente legato alla danza.
Rompere vetri e rompere la quarta parete 😅
Bisogna riconoscere il merito di aver tentato di rendere rilevante un eroe il cui movimento distintivo era, fondamentalmente, un passo di breakdance molto esagerato. In un universo pieno di dei e alieni, hanno scommesso su un ragazzo che sconfiggeva i cattivi con pura onda sonora mal diretta. Uno pensa che i suoi compagni di squadra dovessero avere una pazienza infinita, soprattutto quando, nel mezzo di una battaglia cosmica, Vibe si metteva ad aggiustare il volume del suo walkman. La sua eredità è un promemoria che non tutte le idee degli anni '80 sono invecchiate con grazia.