La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta da aprile una mostra che ricostruisce l'esperienza londinese della mecenate con il suo spazio Guggenheim Jeune. Riunisce circa 100 opere chiave di quel periodo, inclusi pezzi di Kandinsky, Pollock e Dalí, mostrando come quella galleria abbia promosso l'arte d'avanguardia nell'Europa degli anni '30 e '40.
L'allestimento espositivo: tra archivi storici e digitalizzazione 🖼️
La mostra utilizza un sistema di illuminazione LED con temperatura di colore regolabile per preservare le opere su carta e tela. Ogni pezzo è stato documentato con fotogrammetria ad alta risoluzione, creando gemelli digitali accessibili tramite un'app. Le vetrine dispongono di controllo dell'umidità e sensori di CO2, mentre uno schermo tattile centrale permette di navigare nel catalogo della Guggenheim Jeune, incluse le lettere originali della collezionista.
Il dilemma del mecenate moderno: collezionare arte o investire in cripto? 💸
Peggy vendeva opere di artisti sconosciuti a prezzi che oggi farebbero piangere qualsiasi investitore in NFT. La mostra dimostra che, mentre gli speculatori comprano e vendono JPEG pixelati, lei scommetteva su tele che poi sarebbero valse milioni. Forse la morale è che, per essere un buon collezionista, conviene avere occhio artistico e non solo un portafoglio cripto.