La poetessa, musicista e attivista Patti Smith è stata insignita del Premio Principessa delle Asturie delle Arti 2026. A 79 anni, l'autrice di Horses è considerata una creatrice totale e un mito del rock. La sua opera si distingue per un forte impegno sociale, dove l'arte funge da strumento di denuncia e guarigione di fronte alle ingiustizie del mondo contemporaneo.
Il suono analogico come resistenza digitale 🎸
In un'era dominata dalla produzione musicale algoritmica e dallo streaming, Smith ha mantenuto una posizione ferma per l'autenticità analogica. Il suo processo creativo privilegia la registrazione su nastro e il montaggio manuale, rifiutando l'autotune e i loop prefabbricati. Questa metodologia, sebbene più lenta e costosa, genera una texture sonora impossibile da replicare con i plugin. Per gli sviluppatori audio, analizzare i suoi dischi significa studiare come l'imperfezione umana crei un'impronta digitale unica di fronte alla precisione sterile dell'IA.
Il giorno in cui Patti Smith provò un sintetizzatore moderno 🤖
Si racconta che qualcuno le regalò un sintetizzatore di ultima generazione con mille preset. Lo accese, ascoltò il preset 437 (un dubstep glitch), lo spense e disse: Questo suona come un ascensore guasto sulla Luna. Subito dopo, prese la sua chitarra acustica del 1975, stonò appositamente una corda e incise un inno di tre minuti. Da allora, il sintetizzatore funge da fermacarte nel suo studio. Ironie della tecnologia: a volte, ciò che è più avanzato è ciò di cui abbiamo meno bisogno.