La regista Alejandra Pérez González debutta nei lungometraggi con Il mio amico sole, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Guadalajara. Il film segue Xóchitl, una bambina che scopre forze ancestrali della mitologia preispanica mentre affronta la vita con il padre lavoratore. Il confine tra moderno e mitico si dissolve in un viaggio sull'eredità culturale e il legame familiare.
Sviluppo tecnico: animazione 2D con texture artigianali 🌟
Il team di animazione ha combinato tecniche digitali con elementi disegnati a mano per ricreare l'estetica dei codici preispanici. L'illuminazione emula la luce naturale del sole, passando da toni caldi a freddi a seconda dell'emozione di ogni scena. Il design sonoro incorpora strumenti precolombiani come il teponaztli e l'ocarina, registrati nei campi di Oaxaca. Il budget limitato ha costretto a ottimizzare le risorse: fondali dipinti ad acquerello e personaggi animati a 12 fotogrammi al secondo, creando uno stile visivo unico senza ricorrere a costi elevati.
Cosa succede quando mescoli mitologia con bollette della luce 😅
Xóchitl scopre che gli dei preispanici hanno anche problemi di orari di lavoro. Mentre suo papà fa straordinari, lei negozia con un Quetzalcóatl che appare solo quando c'è WiFi. La cosa più ironica è che il sacrificio ancestrale che la bambina deve compiere si rivela essere rinunciare al suo tempo davanti allo schermo. Alla fine, la magia non sta nei rituali, ma nel fatto che suo padre arrivi a cena prima delle dieci di sera.