La Polizia Nazionale ha arrestato a Bilbao quattro minorenni di 16 anni, residenti a Santurtzi, accusati di sextorsion ai danni di un adolescente di Saragozza. Gli arrestati hanno contattato la vittima tramite Instagram, spacciandosi per una minorenne di 17 anni per guadagnarsi la sua fiducia. L'indagine, avviata mesi fa a Saragozza, è stata condotta dal Gruppo di Criminalità Organizzata della Jefatura Superior di Polizia dei Paesi Baschi in collaborazione con il Gruppo di Reati Tecnologici di Saragozza. Ai fermati vengono contestati i reati di corruzione di minorenni e rivelazione di segreti.
L'inganno digitale: come operava la rete di sextorsion 🕵️
I minorenni hanno utilizzato tecniche di ingegneria sociale per creare un profilo falso su Instagram, presentandosi come una ragazza di 17 anni. Dopo aver avviato una conversazione con la vittima, sono riusciti a ottenere materiale intimo che poi hanno usato per ricattarlo. La collaborazione tra i gruppi tecnologici di Saragozza e dei Paesi Baschi ha permesso di tracciare gli IP e incrociare i dati degli account utilizzati. Le autorità sottolineano la difficoltà di indagare su questi casi quando i coinvolti sono minorenni, poiché richiedono protocolli specifici e autorizzazioni giudiziarie adattate all'età degli arrestati.
Minorenni con mestiere: il piano d'affari che non quota in borsa 💼
Quattro adolescenti di Santurtzi hanno dimostrato che l'età non è un impedimento per avviare un'attività digitale, anche se il loro business plan includeva estorsione e furto d'identità. Tutto indica che hanno studiato il mercato: hanno scelto un ragazzo di Saragozza, progettato un'esca convincente e applicato tecniche di pressione psicologica. Forse il loro prossimo passo sarà un corso di etica aziendale, anche se per ora hanno garantito un periodo di riflessione in un centro per minori. L'imprenditoria giovanile ha questi rischi.