Mappe, gesta e mediocrità: il giro del mondo secondo Pilar Rodríguez

26 April 2026 Publicado | Traducido del español

La mostra 'Le mappe e il primo giro del mondo' al Museo de Santa Cruz rilegge l'impresa di Magellano ed Elcano con uno sguardo critico. Pilar Rodríguez, curatrice della mostra, pone l'accento sulla cartografia storica e lancia un allarme su un fenomeno attuale: l'autoedizione è proliferata in ambito culturale, ma ha anche aperto uno spazio di mediocrità.

Una curatrice esamina un'antica carta nautica al Museo de Santa Cruz, accanto a vetrine con documenti del primo giro del mondo e una libreria di libri autoeditati mediocri.

Cartografia e tecnologia: la mappa come strumento di controllo 🗺️

La mostra analizza come le mappe del XVI secolo non solo rappresentassero territori, ma servissero come strumenti di potere e dominio coloniale. La curatrice sottolinea che la precisione cartografica dell'epoca, basata su calcoli astronomici e resoconti di navigatori, contrasta con l'attuale facilità di pubblicare contenuti senza filtro. Rodríguez suggerisce che la tecnologia ha democratizzato la creazione, ma ha diluito gli standard di qualità.

Autoedizione: il nuovo viaggio senza bussola dei creatori 🧭

Se Magellano ed Elcano hanno avuto bisogno di anni di finanziamenti e cartografi esperti per compiere il giro del mondo, oggi chiunque può autoeditare un libro sull'argomento in un pomeriggio. Il problema, secondo Rodríguez, non è la quantità di pubblicazioni, ma che molte sembrano scritte da qualcuno che ha confuso lo stretto di Magellano con un passaggio pedonale. La mediocrità, alla fine, è il nuovo oceano che tutti navighiamo.