La Venere di Willendorf svela antiche rotte migratorie in Europa

22 April 2026 Pubblicato | Tradotto dallo spagnolo

Uno studio mineralogico della famosa statuetta paleolitica nota come Venere di Willendorf ha fornito dati rivelatori. L'analisi del materiale conferma che la roccia oolitica con cui è stata scolpita non è locale. La sua provenienza si trova a circa 730 chilometri di distanza, in una zona a nord dell'Italia. Questa scoperta prova l'esistenza di movimenti migratori o reti di scambio massicce in Europa circa 25.000 anni fa.

Una statuetta femminile scolpita in roccia oolitica, su una mappa dell'Europa con una linea che collega Austria e Italia.

Tomografia e spettrometria per tracciare il viaggio di una roccia 🔍

La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, si è basata su tecniche non distruttive di alta precisione. È stata utilizzata una tomografia microcomputerizzata per esaminare la struttura interna della statuetta. Successivamente, i campioni sono stati confrontati con dati di rocce provenienti da tutta Europa tramite spettrometria. Il pattern degli ooliti, grani sferici di carbonato, è stato fondamentale. Ha coinciso con campioni di un giacimento sul lago di Garda, Italia, escludendo altre possibili origini. Questa metodologia apre una via per tracciare il movimento di materiali e gruppi umani preistorici.

Il primo incarico internazionale della storia dell'arte 🗿

Questo ci fa riconsiderare la logistica del Paleolitico. Qualcuno, o ha trasportato quel sasso speciale per centinaia di chilometri, o ha stabilito un primitivo ma efficace sistema di commercio. Immagina l'artista: Ho bisogno dell'oolitica di Garda, quella di qui non ha la stessa lucentezza. Sembra che il criterio di selezione dei materiali fosse già una questione seria, anche prima della ceramica. La statuetta non è solo un'opera d'arte, è una testimonianza di uno sforzo di approvvigionamento che oggi ci sembra un'impresa senza servizi di corriere.