Nella baia di Cadice giace, dal 1587, il San Giorgio e Sant'Elmo Buonaventura, una nave italiana affondata durante l'attacco di Francis Drake. Ritrovato sotto uno strato di fango che lo ha conservato in modo eccezionale, il suo studio ha rivelato una capsula del tempo unica. L'archeologia digitale si presenta ora come lo strumento chiave per documentare, analizzare e preservare questo patrimonio senza alterare il suo fragile stato, mediante la creazione di un gemello digitale esatto.
Fotogrammetria subacquea e DNA: un'analisi forense non invasiva 🧬
La documentazione di un relitto così intatto richiede tecniche non invasive. La fotogrammetria subacquea permette di generare un modello 3D millimetrico della struttura e della sua dispersione del carico, incluse le giare sigillate con olive. Questo gemello digitale è la pianta base per ogni studio. Combinato con l'analisi genetica del contenuto delle vasellame, che ha identificato patogeni come quello della polmonite, si ottiene una ricostruzione forense della vita a bordo. La scansione 3D di elementi come il cranio ritrovato permette di analizzare traumi, come la sua ferita, senza manipolare l'originale, fondendo archeologia, antropologia e medicina.
Preservazione virtuale contro il degrado inevitabile 💾
Una volta esposto, il relitto inizierà il suo degrado. Il modello 3D diventa allora il registro permanente, una risorsa per la ricerca futura e la divulgazione. Questa ricostruzione virtuale permette non solo di studiare la nave, ma di immergere il pubblico nella sua storia in modo interattivo, garantendo che l'eredità del San Giorgio trascenda il suo inevitabile deterioramento fisico e sia accessibile per le prossime generazioni.
Come sta trasformando la documentazione 3D subacquea la nostra comprensione della costruzione navale e della vita a bordo nei galeoni del XVI secolo, prendendo come caso di studio il relitto del San Giorgio a Cadice?
(PS: Se scavi in un sito archeologico e trovi una chiavetta USB, non collegarla: potrebbe essere malware dei romani.)