Leonardo da Vinci è famoso per la Gioconda, ma la sua vera ossessione era l'ingegneria. Nel 1482, si presentò a Ludovico Sforza elencando le sue abilità come costruttore di ponti e macchine da guerra prima ancora che come pittore. I suoi quaderni, pieni di progetti impossibili per la sua epoca, non erano semplici scarabocchi; erano strumenti di comunicazione visiva per sfidare la conoscenza consolidata, un antecedente diretto dell'attivismo digitale che oggi utilizza la modellazione 3D.
Bozzetti di ingegneria come proto-infografiche 3D 🎨
I quaderni di Da Vinci funzionavano come un laboratorio di idee dove il disegno tecnico sostituiva il testo. I suoi studi sul volo, l'anatomia o l'idraulica non miravano solo a comprendere la natura, ma a dimostrare ipotesi impossibili da validare con la tecnologia dell'epoca. Proprio come un artista digitale odierno modella in Blender un prototipo di rifugio per le crisi climatiche, Da Vinci abbozzava elicotteri e carri armati. La differenza è che lui non aveva il rendering, ma condivideva lo stesso obiettivo: rendere visibile l'invisibile per provocare un cambiamento di paradigma intellettuale.
La morale nel codice sorgente del Rinascimento ⚖️
Da Vinci non separava la tecnica dall'etica. Nei suoi manoscritti incluse critiche alla guerra e riflessioni teologiche, usando il disegno come denuncia sociale. Oggi, gli attivisti digitali usano la realtà aumentata per sovrapporre messaggi politici su monumenti storici o creano infografiche 3D su disastri ecologici. Entrambi capiscono che l'immagine tecnica, sia essa un bozzetto a penna o un render fotorealistico, è il veicolo più potente per hackerare la coscienza collettiva e seminare domande scomode.
Poiché arte e ingegneria si fondono oggi nell'attivismo digitale, quali tecniche di Da Vinci potremmo reinterpretare per progettare campagne visive che denuncino problematiche sociali con la stessa potenza dirompente delle sue invenzioni?
(NdR: in Foro3D crediamo che tutta l'arte sia politica, specialmente quando il computer si blocca)