La nomina dell'ex presidente senegalese Macky Sall come candidato a segretario generale dell'ONU, promossa dal Burundi, ha generato una frattura all'interno dell'Unione Africana. Sebbene Sall presenti un'agenda di riforme per l'organismo internazionale, il suo stesso paese, il Senegal, si è rifiutato di sostenerlo. Il processo, guidato dal presidente burundese e attuale capo dell'UA, Evariste Ndayishimiye, è stato presentato senza un consenso formale del blocco, provocando il rifiuto di una ventina di nazioni, tra cui Sudafrica e Algeria, per aver considerato violate le procedure stabilite.
La gestione dei consensi nelle piattaforme di governance multilaterale 🧩
Questo episodio riflette un problema ricorrente nei sistemi di governance complessi: la gestione dei processi decisionali collettivi. Simile a fallimenti nelle piattaforme di sviluppo collaborativo del software, dove un commit importante viene inviato senza l'approvazione preventiva dei maintainer principali, la nomina burundese ha omesso i protocolli di consenso dell'UA. Ciò genera un fork nella posizione continentale, frammentando l'autorità e indebolendo la posizione negoziale di fronte ad altri blocchi. L'architettura decisionale richiede meccanismi chiari di validazione per evitare queste rotture.
Tutorial: Come non ottenere un sostegno unanime in 3 passi 📉
Il caso offre un manuale pratico di ciò che non si deve fare. Passo uno: proporre un candidato il cui stesso governo declina di sostenerlo, un dettaglio minore. Passo due: in qualità di presidente temporaneo dell'organizzazione, presentare la candidatura come se fosse un accordo collettivo, confidando che nessuno rivedrà il verbale. Passo tre: sorprendersi quando una ventina di paesi, forse aspettandosi che venissero seguite le regole scritte, presentano obiezioni formali. Una lezione di diplomazia nell'era della post-verità, dove la procedura è solo un suggerimento.