L'artista Candelaria Díaz presenta nel Municipio di Cartagena la sua esposizione Letanías, una collezione che esplora la sua identità artistica attraverso la tradizione cristiana. Nelle sue opere, Díaz fonde elementi religiosi con un linguaggio visivo personale, creando pezzi che invitano a riflettere sulla spiritualità e l'eredità culturale. La mostra trasforma lo spazio municipale in un dialogo tra il sacro e il contemporaneo.
Il processo tecnico dietro la reinterpretazione del sacro 🎨
Per ottenere questa fusione, Díaz impiega tecniche miste che combinano pittura acrilica, incisione e collage digitale. L'artista lavora con strati di texture e trasparenza, sovrapponendo immagini di iconografia religiosa su fondi astratti. Questo metodo permette di generare un effetto di profondità visiva che suggerisce la tensione tra il terreno e il divino. L'uso di pigmenti naturali e resine conferisce una qualità tattile ai pezzi, mentre la stampa digitale su tela garantisce una riproduzione fedele dei dettagli simbolici.
Il miracolo di montare un quadro senza che cada dal chiodo 🔨
Montare un'esposizione di arte sacra in un municipio ha il suo quid. I funzionari, abituati a pratiche e carte, all'improvviso si ritrovano a discutere se un angelo barocco stia bene accanto a un estintore. Díaz, con pazienza da santa, dovette spiegare che il dorato della cornice non compete con il cartello di uscita di emergenza. Alla fine, tutto fu appeso al suo posto, anche se qualche consigliere suggerì che la vergine guardasse verso il tavolo del sindaco.